Sui migranti l'Europa resta divisa

federica valenti
Europa divisa sui migranti al vertice informale dei ministri dell'Interno ad Helsinki. Nel corso della riunione non è stato raggiunto alcun accordo sulla linea da tenere sugli sbarchi, tanto che non si è riusciti ad arrivare alla stesura di un documento finale. Lo scontro vede, da una parte, l'asse franco-tedesco, dall'altra, i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, Italia e Malta.Al termine di una riunione ristretta, i quattro protagonisti - i ministri Matteo Salvini, Michael Farrugia, Horst Seehofer e Christophe Castaner \- non sono riusciti a trovare un'intesa e hanno deciso di convocare un vertice straordinario a quattro che dovrebbe tenersi alla Valletta a settembre."Per la prima volta c'è un documento comune tra Italia e Malta, che va a integrare il documento franco-tedesco. Questa volta c'è una discussione in corso, infatti nessun documento è uscito e si lavorerà nelle prossime settimane. Il porto di primo approdo? Io non firmerò mai un documento che dica che tutti arrivino a casa mia. Priorità delle frontiere esterne ed espulsioni, sono mesi che ne sento parlare. Vediamo se è la volta buona", ha affermato Salvini, al termine della riunione.Tedeschi e francesi sostenevano l'approvazione di un testo in cui proponevano l'istituzione di una "coalizione di volontari" che si impegni a distribuire sistematicamente i migranti soccorsi senza doversi impegnare in rallentate e dolorose trattative dopo ogni salvataggio in mare. Il documento era stato proposto già durante la cena informale di ieri sera e aveva incassato la netta contrarietà di altri Paesi.Malta e Italia \- si ricostruisce dal Viminale - contestano l'idea del primo porto sicuro di approdo per gli immigrati (temendo di doversi sobbarcare tutto il peso degli arrivi) e immaginano che la redistribuzione dei soli profughi lasci nei primi Paesi di arrivo i clandestini, difficili da espellere. Sul tavolo c'era anche il nodo delle Ong, che Salvini ha chiarito come non possano sostituirsi agli Stati. E ha ricordato il caso della Sea Watch 3 "che ha violato le leggi italiane e ha speronato una motovedetta".Prima di iniziare la riunione, il tedesco Seehofer è stato il primo a raggiungere Salvini in sala e ha scherzato sulle accuse italiane allo strapotere di Parigi e Berlino: "Matteo, stai già twittando per dire che siamo cattivi con voi?". Dopo un primo confronto con i tecnici, i ministri hanno dialogato da soli per provare ad avvicinare le posizioni.Salvini ha insistito per rafforzare l'impegno per prevenire le partenze e incrementare le espulsioni, anche inserendo una lista di Paesi sicuri "per cui prevedere delle riammissioni automatiche". Perché "un conto sono gli arrivi da zone da guerra, un altro da Tunisia o Albania". Niente da fare sul principio del "porto più vicino per l'approdo", fermo restando l'imperativo di salvare le vite.

Europa divisa sui migranti al vertice informale dei ministri dell'Interno ad Helsinki. Nel corso della riunione non è stato raggiunto alcun accordo sulla linea da tenere sugli sbarchi, tanto che non si è riusciti ad arrivare alla stesura di un documento finale. Lo scontro vede, da una parte, l'asse franco-tedesco, dall'altra, i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, Italia e Malta.

Al termine di una riunione ristretta, i quattro protagonisti - i ministri Matteo Salvini, Michael Farrugia, Horst Seehofer e Christophe Castaner - non sono riusciti a trovare un'intesa e hanno deciso di convocare un vertice straordinario a quattro che dovrebbe tenersi alla Valletta a settembre.

"Per la prima volta c'è un documento comune tra Italia e Malta, che va a integrare il documento franco-tedesco. Questa volta c'è una discussione in corso, infatti nessun documento è uscito e si lavorerà nelle prossime settimane. Il porto di primo approdo? Io non firmerò mai un documento che dica che tutti arrivino a casa mia. Priorità delle frontiere esterne ed espulsioni, sono mesi che ne sento parlare. Vediamo se è la volta buona", ha affermato Salvini, al termine della riunione.

Tedeschi e francesi sostenevano l'approvazione di un testo in cui proponevano l'istituzione di una "coalizione di volontari" che si impegni a distribuire sistematicamente i migranti soccorsi senza doversi impegnare in rallentate e dolorose trattative dopo ogni salvataggio in mare. Il documento era stato proposto già durante la cena informale di ieri sera e aveva incassato la netta contrarietà di altri Paesi.

Malta e Italia - si ricostruisce dal Viminale - contestano l'idea del primo porto sicuro di approdo per gli immigrati (temendo di doversi sobbarcare tutto il peso degli arrivi) e immaginano che la redistribuzione dei soli profughi lasci nei primi Paesi di arrivo i clandestini, difficili da espellere. Sul tavolo c'era anche il nodo delle Ong, che Salvini ha chiarito come non possano sostituirsi agli Stati. E ha ricordato il caso della Sea Watch 3 "che ha violato le leggi italiane e ha speronato una motovedetta".

Prima di iniziare la riunione, il tedesco Seehofer è stato il primo a raggiungere Salvini in sala e ha scherzato sulle accuse italiane allo strapotere di Parigi e Berlino: "Matteo, stai già twittando per dire che siamo cattivi con voi?". Dopo un primo confronto con i tecnici, i ministri hanno dialogato da soli per provare ad avvicinare le posizioni.

Salvini ha insistito per rafforzare l'impegno per prevenire le partenze e incrementare le espulsioni, anche inserendo una lista di Paesi sicuri "per cui prevedere delle riammissioni automatiche". Perché "un conto sono gli arrivi da zone da guerra, un altro da Tunisia o Albania". Niente da fare sul principio del "porto più vicino per l'approdo", fermo restando l'imperativo di salvare le vite.