"Sui migranti l'Ue dovrebbe isolare gli scafisti, non l'Italia"

ALBERTO PIZZOLI / AFP

AGI - Ripercorre le ultime 36 ore del rapporto tra Roma e Parigi sul fronte dell'immigrazione, dall'incontro con Emmanuel Macron a Sharm El-Sheikh alla reazione della Francia sul caso della nave Ocean Viking.

Giorgia Meloni sostiene che "ci sono state delle incomprensioni": "La Francia aveva dichiarato che avrebbe accolto la Ocean Viking e non avrebbe fatto una selezione, come invece sarebbe avvenuto in Italia, questa notizia non è stata smentita per 8 ore e quindi io ho detto 'grazie per il gesto di solidarieta''.

Le mie parole "volevano essere un gesto distensivo" e, invece, sono state "interpretate in modo diverso" oppure "è cambiata la posizione del governo francese, non lo so. Ma sono tutte cose che poi sono state chiarite", afferma. Ma la risposta "aggressiva" di Parigi in ogni caso "è incomprensibile e ingiustificata".

Il presidente del Consiglio non nasconde a margine della conferenza stampa sul nuovo decreto aiuti di essere rimasta colpita dall'atteggiamento dell'alleato d'Oltralpe, si augura che l'Europa "isoli gli scafisti" non l'Italia. E osserva: "La nave Ocean Viking è l'unica Ong che non abbia mai attraccato in Francia. Porta con sé 234 migranti", mentre l'Italia dall'inizio di quest'anno ne ha fatto entrare quasi 90 mila".

Il problema è che "tutte le navi che sono partite e vanno in giro nel Mediterraneo vengono portare in Italia" che "non è più in grado di occuparsene da sola. "Finora sono stati ricollocati 117" migranti, "si capisce che qualcosa non funziona. Cosa è che fa arrabbiare? Che l'Italia deve essere l'unico porto possibile di sbarco del Mediterraneo? Non c'è scritto in nessun accordo, non è giusto. Nello stesso giorno in cui si discuteva del caso Ocean Viking l'Italia ha accolto 200 persone".

I cittadini ci hanno chiesto di difendere i confini italiani e questo Governo non tradirà la parola data. pic.twitter.com/tgu3htysk3

— Giorgia Meloni (@GiorgiaMeloni) November 8, 2022

Il premier si toglie anche qualche sassolino dalle scarpe: "Mi ha colpito che la Francia abbia detto che prendevano i migranti della Ocean Viking dicendo che erano già d'accordo con la Germania per la redistribuzione di un terzo di loro. Un terzo dei migranti che sono sbarcati in Italia con questa velocità non li ha presi nessuno...".

Ma ad ogni modo "la situazione come è stata gestita finora credo non si possa più gestire". "Si può decidere - il ragionamento del premier - che noi siamo l'unico porto, facendo ricollocare 117 persone o 8mila su 90mila, ma io non sono d'accordo, non ho avuto questo mandato dagli italiani, e chiederò al Parlamento cosa ne pensa. Ipotesi numero due: non credo sia intelligente litigare ogni volta noi la Francia, la Grecia, la Spagna, Malta, io non lo voglio fare...".

La considerazione è che tutti i Paesi hanno gli stessi diritti nell'Unione europea. "Io - sostiene il premier - vorrei cercare una soluzione comune, possibile e seria. Quella che ho proposto con Macron, con Scholz, con von der Leyen, che è la difesa dei confini esterni dell'Ue. Una missione Ue per bloccare partenze, ragionare con i Paesi del Nord Africa, creazione di hot spot, cooperazione allo sviluppo. Non so quali siano le soluzioni degli altri salvo sentire 've ben occupate voi'".

Il presidente del Consiglio ricorda "i miliardi di euro alla Turchia per gestire i migranti della rotta Est, e noi italiani abbiamo partecipato con centinaia di milioni di euro", osserva che "qualsiasi persona dotata di senno indipendentemente da quello che pensa sulla vicenda migranti e di me e sul governo italiano si rende conto che c'è un tema nazionale" e rimarca "i toni francamente molto forti" di Parigi: "Secondo me quando si parla di ritorsione c'è qualcosa che tendenzialmente non funziona".

La possibilità di ripercussioni a livello europeo del braccio di ferro tra Italia e Francia? "Voglio sperare che non accada, non sarebbe intelligente per la condizione nella quale l'Europa si trova. Siamo in mezzo a una guerra, grandissime sfide, anche quella migratoria sicuramente è una grande sfida ma non credo che l'Europa deciderà di fare cose particolarmente drammatiche nei confronti dell'Italia perché su 90 mila persone 200 sono sbarcate da un'altra parte. E se dovesse accadere penso che la spiegazione andrebbe data, non tanto a me, ma agli italiani".

Meloni annuncia che chiederà al Parlamento "cosa ne pensa, se noi dobbiamo essere l'unico porto di sbarco delle Ong" e che sul tema dell'immigrazione "ci saranno sicuramente nuovi provvedimenti".

C'è disponibilità ad un confronto con gli altri Paesi "per mettere sul tavolo le posizioni e le soluzioni che si hanno. Bisognerà trovare una sintesi". L'imperativo è dunque trovare "la soluzione del problema: credo che oggi il problema sia capire come l'Europa intende affrontare questa materia. L'Europa potrebbe anche decidere di affrontare questa materia isolando l'Italia ma io credo che sarebbe meglio isolare gli scafisti", conclude il presidente del Consiglio.