Sui social la bufera per il ristorante del riminese accusato di razzismo

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Offerta di lavoro solo ad italiani
Offerta di lavoro solo ad italiani

Pochi giorni fa la bufera è scattata dopo la pubblicazione di un annuncio di ricerca personale. I gestori cercano lavoratori, e fin qui tutto nella norma. Ma un requisito riportato nell’annuncio fa storcere il naso al popolo del web: offerta di lavoro ma solo ad italiani.

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Il web si scatena contro l’offerta di lavoro solo ad italiani

È la trattoria ’Chi Sfighed’ di via Marecchiese nell’entroterra di Rimini, che cercava su Facebook aiuto cucina ma solo italiani.

Seguono le polemiche e l’ormai collaudato shitstorming. Ovvero tempesta di escrementi, cioè quel fenomeno in cui diversi utenti del web si accaniscono verso un soggetto reo di un comportamento, che a torto o ragione, ha scontentato, attraverso la pubblicazione sui suoi profili social di commenti astiosi, spesso insulti.

E così l’attenzione mediatica e dell’opinione pubblica si focalizza nuovamente su un tema estremamente dibattuto ma mai seriamente affrontato nel nostro Paese. Il pregiudizio e la discriminazione nel mondo del lavoro.

Non è la prima volta che affrontiamo questo tema, avevamo trattato un caso simile ambientato a Roma per un cuoco non italiano.

L’offerta di lavoro solo ad italiani è legale?

Che già questa definizione fa di per sé strano perché sembra voler affermare le differenti qualità di un individuo in base alla provenienza geografica. Mito che gli italiani dovrebbero aver esorcizzato dopo anni di lotta ed indignazione per il”non si affitta ai terroni”.

Lascia ancora più sconcerto però che il titolare di una attività non conosca la legge italiana quando ne vuole solo i lavoratori, che però a quella legge afferiscono.

Infatti è intervenuta la parte sindacale, portando alla luce la vicenda e commentando aspramente l’accaduto attraverso le parole della segretaria della Cgil di Rimini Isabella Pavolucci:

«A dimostrazione che la mentalità xenofoba di qualche singolo individuo non è generalizzabile, vale comunque la pena ribadire alcuni principi – tuona la Pavolucci – questo apre anche uno squarcio sul modo approssimativo e fuori dalle regole in cui nel nostro territorio tante imprese procedono nella ricerca del personale».

Il sindacato ci chiarisce anche che :

«Scrivere “Solo italiani”, a parte il giudizio negativo sociale e umano che scaturisce in chi legge, contravviene a talmente tanti articoli di legge, direttive internazionali e nazionali, circolari attuative da riempire interi volumi fino a giungere alla Costituzione Italiana».

Non solo la ricerca mirata con discriminazione xenofoba, ma anche la ricerca di personale su facebook non è lecita.

La mamma del gestore della trattoria dopo l’offerta di lavoro solo ad italiani

La trattoria ’Chi Sfighed’ di via Marecchiese, alla ricerca di un aiuto cucina, dopo la contestazione di social e sindacati, prima modifica e poi cancella l’annuncio. Il titolare tenta di scusarsi scaricando barile sulla madre “la signora Lella”, che a suo dire avrebbe pubblicato l’annuncio ad insaputa del figlio.

La signora quasi in lacrime racconta:

«Mi sono espressa male, non sono razzista, mi scuso con tutti, non ce l’ho con gli stranieri, abbiamo una cameriera bosniaca da diversi anni, bravissima – e continua – Ho messo l’annuncio subito dopo il servizio, c’era ancora un gran caos. Pensavo solo al problema della lingua, con uno straniero magari non ci si capisce bene nella fretta e nella confusione. Mi ha sgridato anche mio figlio. Sono addolorata».

Ed è forse per questo risvolto della vicenda che dovremmo ricordarci di non usare mezzi impropri come facebook per la ricerca del personale. Magari rivolgerci a professionisti.

Comunque affrontare questo compito di ricerca in modo serio e accurato. Professionale e rispettoso della legge ma anche della dignità di tutti. Non demandando a fine turno alla propria madre come le pulizie della cameretta.

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