Sui social la docente veneta aveva annunciato il terribile gesto e pubblicato il suo testamento

Cloe Bianco
Cloe Bianco

Cloe Bianco non c’è più e non c’è più a metà di quel che non è riuscita ad essere, il che dovrebbe farci interrogare un po’ tutti: per capire chi fosse la prof  transgender che si è data fuoco nel suo camper basterebbe capire che il vero scalpore lo dovrebbe suscitare la sua morte e non la scelta che fece quando era in vita, ma non è andata così. Sui social la docente veneta aveva annunciato il terribile gesto e pubblicato il suo testamento, poi, come spiegano i media, ha messo fine alla sua vita di solitudine e sofferenza.

Cloe Bianco si è data fuoco

E lo ha fatto appiccando il fuoco ad un vecchio camper dove viveva ormai da alcuni anni. Il suo suicidio Cloe lo aveva annunciato: “Porrò in essere la mia libera morte”. A quell’anagrafe che aveva cercato di sconfessare Cloe era Luca Bianco, docente di Fisica di Marcon, in provincia di Venezia. Nel 2015 Cloe, perché era già Cloe e lo era sempre stata, si presentò in classe in abiti femminili e fece outing.

L’outing e la vita lontano dagli affetti

Poi la sofferenza e da anni ormai, lontano dall’ex moglie e dalla figlia, “la prof transgender viveva da sola in un vecchio camper parcheggiato a lato della strada regionale tra Auronzo e Misurina”, in provincia di Belluno. Appiccando un incendio all’interno del mezzo Cloe lo ha appiccato ad una vita che non è andata come voleva “Subito dopo la pubblicazione di questo comunicato porrò in essere la mia autochiria, ancor più definibile come la mia libera morte”.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli