Daisy Coleman si è suicidata. Raccontò abusi subiti in un doc con Audrie Pott, anche lei morta nel 2012

Adalgisa Marrocco
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(Photo: Randy Shropshire via Getty Images)
(Photo: Randy Shropshire via Getty Images)

Si è tolta la vita a soli 23 anni Daisy Coleman, attivista e fondatrice di una associazione che difende i teen ager dagli abusi sessuali. Quando aveva 14 anni, la giovane era stata vittima di uno stupro ed aveva affrontato per anni episodi di bullismo online: la sua storia era stata raccontata in un documentario Netflix dal titolo “Audrie e Daisy”.

Il documentario ripercorre la storia di Daisy e di un’altra ragazza (Audrie Pott), mostrando come le due, dopo aver subito violenza sessuale, abbiano anche dovuto combattere contro le accuse e la diffidenza della comunità di appartenenza. Audrey è morta suicida poco dopo lo stupro, Daisy invece ha proseguito la sua battaglia, fondando un’associazione per tutelare i teen-ager vittime di violenza.

A dare annuncio della morte della ragazza è stata la madre Melinda Coleman, in un post su Facebook: “Era la mia migliore amica e una figlia fantastica. Non si è mai ripresa da quello che quei ragazzi le hanno fatto: è ingiusto. La mia bambina non c’è più”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.