Suicida dopo il viaggio di nozze, la moglie: “Volevamo un figlio”

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Era convolato a nozze a metà aprile e ad agosto era partito per il viaggio di nozze con la sua compagna. Domenica 25 agosto i due erano rientrati a casa e dopo meno di 24 ore lui si ha deciso di togliersi la vita impiccandosi. Non ha lasciato nulla, né un biglietto né una parola per spiegare un simile gesto in un momento apparentemente felice. Il 27enne Samuele Savoldi, di Lonato del Garda, si è tolto la vita in silenzio, non lasciando presagire nulla a chi gli stava vicino. Il padre Sergio e il nonno Giacinto si erano suicidati a loro volta.

Suicida dopo il viaggio di nozze

L’ultimo regalo che gli ho fatto è metterlo vicino al suo papà – dice la moglie, Giulia -. Samuele non si era rassegnato al distacco, adesso l’ha ritrovato. Dopo la cremazione, deporrò le ceneri nella tomba del padre“. L’allarme è scattato nel primo pomeriggio di lunedì. Savoldi aveva passato la mattina con i fratelli e doveva rientrare a casa per pranzo, dove la moglie lo stava aspettando. “Si era infortunato ad un dito e alle 15 avevamo appuntamento dal medico. Non rispondeva al telefono, ho mandato il cugino a vedere dov’era” spiega la moglie. Il corpo del giovane è stato ritrovato all’interno della cella frigorifera. Ha utilizzato una corda, l’ha legata ad un gancio per le bestie e ha spostato la cassa di plastica su cui era salito.

Il dolore della famiglia

Una pugnalata incomprensibile – ha detto uno dei fratello -. Pochi minuti prima di sparire in frigo era con noi, sorridente e sereno. Mi ha salutato dandomi appuntamento al pomeriggio“. Sono molte le persone che si domandano il motivo di tale gesto. La stessa moglie non si da pace, erano appena rientrati dal Madagascar: “Sabato abbiamo festeggiato il ritorno con gli amici. Durante l’apericena abbiamo guardato foto e filmini dell’Africa. Samuele era felice, diceva che erano stati i giorni più belli della sua vita e che l’anno prossimo saremmo andati a vedere un altro luogo speciale della terra. Per la prima volta la sera ci eravamo detti che desideravamo dei bambini“. “Era il ragazzo più dolce e gentile che ho conosciuto” ha detto il parroco andando a benedire il corpo senza vita del giovane.