Suicidio assistito, Carfagna: al più presto una legge

Pol-Afe

Roma, 25 set. (askanews) - "La sentenza della Consulta che apre al suicidio assistito in Italia, pur vincolandolo ad alcune condizioni, rimanda al legislatore la responsabilità di decidere su una materia delicatissima che appartiene alla coscienza di ognuno, che spetta non allo Stato ma alle famiglie e a chi è vicino alle persone senza speranza di guarigione e in una gravissima sofferenza. La vita umana è un bene indisponibile qualunque sia la sua condizione, e la malattia, la vecchiaia, la disabilità richiedono assistenza degna, ricerca, cure palliative, non la morte. Ancora più orrore suscita la prospettiva che pratiche eutanasiche siano effettuate nelle strutture pubbliche, nell'ambito del Servizio Sanitario Nazionale, dove certamente incontreranno la resistenza, l'obiezione e la disubbidienza di moltissimi medici e del personale ospedaliero. Ora spetta al Parlamento scrivere al più presto una legge che dia risposta all'angoscia e alle preoccupazioni non soltanto dei cattolici ma anche di moltissimi laici, scienziati, ammalati e persone disabili che chiedono ai medici e allo Stato di curare il dolore e fare il possibile per impedire la morte, mai di legalizzarla". Lo dichiara Mara Carfagna, vice Presidente della Camera e deputata di Forza Italia.