Suicidio assistito, Ceccanti (Pd): Parlamento faccia suo dovere

Pol-Afe

Roma, 25 set. (askanews) - "In attesa del testo della sentenza, il comunicato chiarisce bene quanto era in realtà già evidente dall'ordinanza 207/2018, ossia che la Corte lascia ampia scelta al legislatore sul come attuare con equilibrio una parziale depenalizzazione dell'aiuto al suicidio. Invece il dibattito si è concentrato erroneamente in quest'anno non su come regolarlo, ma sull'opportunità di farlo, cosa che non era più nella disponibilità del Parlamento che avrebbe altrimenti approvato una legge incostituzionale". Lo afferma Stefano Ceccanti, deputato del Pd.

"La Corte - aggiunge - ha scelto una via media, liberale non libertaria. Non ha scelto una posizione libertaria che avrebbe comportato una depenalizzazione secca dell'aiuto al suicidio perché ha ritenuto che il principio di autodeterminazione non sia un assoluto, come ha richiamato recentemente Sabino Cassese, e che sia invece giusto proteggere il soggetto da decisioni in suo danno. Non ha scelto però neanche la via opposta, quella statalistico-paternalista della legislazione vigente sin qui che disconosce del tutto l'autodeterminazione. Ha scelto una posizione liberale in cui a certe condizioni lo Stato rinuncia a punire, rinviando per il resto al Parlamento. Come ho dichiarato oggi alla Commissione Affari Costituzionali è in particolare il tempo che questa Commissione si riprenda la propria competenza regolamentare sul seguito in Parlamento delle sentenze della Corte perché grazie a questo lavoro le Commissioni di merito potranno più agevolmente approvare leggi pienamente rispettose dei principi sanciti dalla Corte. Ringrazio il Presidente Brescia che ha prontamente condiviso questa preoccupazione".