Suicidio assistito, in Comitato bioetica prevale la linea del sì

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Roma, 30 lug. (askanews) - Con un parere pubblicato ieri, il Comitato Nazionale di bioetica, si spiega "che il valore della tutela della vita vada bilanciato con altri beni costituzionalmente rilevanti, quali l'autodeterminazione del paziente. Un bilanciamento che deve in particolare tenere conto condizioni e procedure di reale garanzia per la persona malata e per il medico". Marco Cappato, tesoriere Associazione Luca Coscioni, che accompagnò dj Fabo nel febbraio 2017 in Svizzera a concludere la propria esistenza, non ci sono dubbi: "Onore al Comitato nazionale di bioetica, e non solo alla maggioranza che ha espresso una decisione rispettosa della libertà del malato, ma anche alla minoranza che si è opposta, perché almeno loro, al contrario del Parlamento italiano, hanno avuto il coraggio di dibattere e di scegliere".

Cappato poi annuncia che "il 19 settembre terremo una grande manifestazione-concerto nazionale a Roma, ai giardini Welby di Piazza don Bosco, per chiedere proprio al Parlamento di farsi vivo - a 13 anni dalla lettera di Welby al Presidente Napolitano e a 6 anni dal deposito della nostra legge di iniziativa popolare - invece di nascondersi dietro alla Corte costituzionale. Per quanto ci riguarda, con Mina Welby e Gustavo Fraticelli, continuiamo ad aiutare i malati ad essere liberi di decidere fino alla fine".

Si chiede "una buona legge sul fine vita: sono infatti il 93% gli italiani, secondo quanto emerge da una ricerca SWG commissionata da Associazione Luca Coscioni a volerla". Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vice presidente del Congresso Mondiale delle Famiglie e di Pro Vita e Famiglia, sottolineano: "Due paroline ai membri del Comitato Nazionale di Bioetica favorevoli sul piano morale e giuridico alla legalizzazione del suicidio medicalmente assistito sul presupposto che 'il valore della tutela della vita vada bilanciato con altri beni costituzionalmente rilevanti come l'autodeterminazione del paziente'. La Costituzione non pone limiti al diritto alla vita in Italia (ad esempio la pena di morte è assolutamente vietata e i feti non vengono purtroppo riconosciuti dall'ordinamento come persone, per questo hanno approvato la legge sull'aborto), mentre sull'autodeterminazione la questione è diversa. Come la mettiamo con l'obbligo di vaccini o con l'impossibilità di rinunciare alle ferie da parte del lavoratore?".

"I pareri all'interno del CNB sono diversi - spiega l'avvocato Filomena Gallo, segretario Ass. Luca Coscioni - 11 membri si oppongono alla legalizzazione del suicidio assistito. Mentre sono 13 i membri favorevoli, incluso il Presidente del CNB, in presenza di condizioni precise ed accertabili. Ed è la simultanea soddisfazione delle condizioni indicate a fungere da garanzia per la tutela della persona malata e per il medico disposto ad accoglierne la richiesta di aiuto a morire".

Il CNB inoltre "evidenzia che nel rispetto delle condizioni indicate, la presenza di un trattamento di sostegno vitale è considerato una condizione aggiuntiva solo eventuale; ritenerla necessaria, infatti, creerebbe una discriminazione irragionevole e incostituzionale (ai sensi dell'art. 3 della Costituzione) fra quanti sono mantenuti in vita artificialmente e quanti, pur affetti da patologia anche gravissima e con forti sofferenze, non lo sono o non lo sono ancora. Si imporrebbe, inoltre, a questi ultimi di accettare un trattamento anche molto invasivo, come nutrizione e idratazione artificiali o ventilazione meccanica, al solo scopo di poter richiedere l'assistenza al suicidio, prospettando in questo modo un trattamento sanitario obbligatorio senza alcun motivo ragionevole".