Suicidio assistito, da domani parola alla Consulta -3-

Fcz/cro

Milano, 23 set. (askanews) - La stessa Procura di Milano, rappresentata in aula dal procuratore aggiunto Tiziana Siciliano e dal pm Sara Arduini, aveva chiesto l'assoluzione dell'imputato: "Cappato - aveva sottolineato in aula Silciliano in un passaggio della sua requisitoria - ha aiutato Fabiano a esercitare un proprio diritto. Non il diritto al suicidio, ma il diritto alla dignità e il diritto a una morte dignitosa. Anche la dignità della morte si inserisce nel principio più ampio della dignità dell'uomo".

L'ultima parola spetta ai 15 giudici della Consulta: dovranno loro stabilire se il reato di aiuto al suicidio, così com'è regolato dalla normativa italiana risalente al 1930, viola o meno i principi di libertà di scelta e autodeterminazione sanciti dalla Carta Costituzionale. Il rebus giudirico da chiarire, alla luce dell'assenza di una norma specifica, è se aiutare un malato terminale ad ottenere il suicidio assistito è un reato penale oppure se, al contrario, è un'azione necessaria per metterlo in condizione di esercitare il suo diritto fondamentale della libertà di scelta per una morte dignitosa.

Comunque vada, sarà una sentenza di portata storica proprio perchè fisserà dei paletti interpretativi su un tema etico e delicato come quello del fine vita.