Suicidio assistito, Fnomceo: responsabilità non ricada sui medici -2-

Red/Gtu

Roma, 25 set. (askanews) - "Il secondo, non meno importante - continua Anelli - è che il medico è, sempre e comunque, prossimo al paziente e alla sua famiglia, ancor più nelle situazioni 'di frontiera', come il nascere, il morire, e tanto più profondamente nella sofferenza, e nella cura di ciò che non si può guarire".

"Per questo - sottolinea il presidente dell'ordine dei medici - qualunque sarà la decisione della Corte costituzionale, i medici italiani continueranno ad assolvere a questo loro dovere e missione di vicinanza, assicurando al malato e ai suoi cari i migliori ausili possibili, accompagnandoli verso la fine con le cure palliative, con la sedazione del dolore, con la sedazione profonda medicalmente indotta, come attività consentita al medico in coerenza e nel rispetto dei precetti deontologici e della dignità del morente".(Segue)