Suicidio assistito, "nessuno come Dj Fabo dovrà più andare estero"

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Roma, 25 set. (askanews) - "Nessuno più come dj Fabo dovrà andare all'estero, lasciare il suo Paese e gli affetti negliultimi momenti della sua vita": lo sottolinea l'avvocato Filomena Gallo, segretario dell'Associazione Luca Coscioni e coordinatore del collegio di difesa di Marco Cappato, dopo la decisione della Corte costituzionale che ha stabilito la non punibilità,a determinate condizioni, dell'aiuto al suicidio.

"Questa decisione apre le porte ad una buona legge, che non si potrà mai distaccare dai principi indicati dalla Consulta. Leggiamo in anticipo, in attesa el deposito della sentenza, alcune delle indicazioni che sono molto precise e molto tassative: l'aiuto al suicidio rimane un reato tranne nei casi espressamente stabiliti e in questi casi va a sopperire il vuoto che il Parlamento non ha colmato con una legge, ma ora la Consulta ha aperto la strada affinché possa emanare una buona legge", ha spiegato l'avvocato Gallo ad Askanews, aggiungendo che "la decisione è un successo. Ora nel caso specifico di Marci Cappato riprenderà il processo e sarà la Corte di Assise di Milano a stabilire la sussistenza nel caso di dj Fabo delle condizioni previste dalla Consulta per la non punibilità". Ma l'esito positivo è dato per scontato.

"Ora - prosegue commossa l'avvocato - nessun italiano in quelle condizioni di sofferenza come Dj Fabo dovrà andare all'estero, dovrò rinunciare ai propri affetti nel momento finale della propria vita. Potrà rimanere nel proprio Paese. Questo è un riconoscimento di cittadinanza".

"Siamo in attesa del deposito della sentenza, che scenderà nei dettagli ma in ogni caso il Servizio sanitario nazionale dovrà quindi ora rendere possibile la realizzazione di quanto stabilito dalla Consulta", sottolinea Gallo, ovvero "il diritto di scegliere fino alla fine.

Resta ora - nonostante la piena efficacia della decisione della Consula - la richiesta di una legge del Parlamento che disciplini tutta la delicata materia del fine vita. Dopo 34 anni dalla prima proposta di legge, del deputato Loris Fortuna, "ora è il tempo e l'associazione Coscioni continuerà a battersi per questo".