Suicidio Jeffrey Epstein, l’autopsia rivela possibile strangolamento

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Jeffrey Epstein è stato trovato morto lo scorso sabato nella speciale sede del Federal Correctional Center di New York. Secondo le prime informazioni si sarebbe suicidato nella sua cella: aveva 66 anni. Il gestore multimilionario di Hedge Fund, inoltre, era stato rinchiuso dietro le sbarre il mese scorso ed era in attesa di un processo. Su di lui gravavano le accuse di abusi sessuali ai danni di ragazzine di 14 anni. Questi abusi risalgono al 2002 e avvennero, secondo le accuse, nelle residenze di Manhattam e di Palm Beach. L’autopsia sul suo cadavere ha presentato risultati interessanti.

Jeffrey Epstein, l’autopsia

Il Washington Post, lo scorso mercoledì 14 agosto, ha pubblicato i risultati dell’autopsia sul corpo di Jeffrey Epstein. Secondo quanto riportato sul quotidiano, infatti, Epstein “ha subito più rotture alle ossa del collo”. Inoltre, tra queste ossa è incluso anche lo ioide, vicino al pomo d’Adamo. Queste particolari fratture emergono quando una persona si impicca o muore per strangolamento, come riferiscono gli esperti di medicina legale. La polizia che avrebbe dovuto controllarlo quella notte ha riferito di averlo perso di vista per circa tre ore, durante le quali Jeffrey si sarebbe suicidato.

Le indagini

FBI sta indagando su cosa stessero facendo i due militari in quelle ore: secondo fonti ufficiali, inoltre, si trattava di straordinari. Da mezzanotte alle ore 8, 10 delle 18 persone in servizio stavano facendo degli straordinari, mentre un’altra persona, che doveva essere in servizio, era assente. Infine, Epstein si trovava sotto osservazione da tempo per un possibile suicidio, ma dall’inizio di luglio questa disposizione era stata annullata.