Sul caso Regeni il governo studierà altre strade per arrivare a un processo per i responsabili

·1 minuto per la lettura

AGI - "Sul caso Regeni, il Ministero della Giustizia continuera' a fare la sua parte in ogni modo, in collaborazione con le altre articolazioni del Governo coinvolte, studiando nuove strade e le modalita' operative più efficaci, per assicurare il corso della giustizia, in linea e in piena collaborazione con le richieste avanzate dall'autorita' giudiziaria procedente". Lo ha fatto sapere il ministero della Giustizia dopo l'appello dei pm perche' si prema sull'Egitto in modo che i quattro 007 vengano informati del procedimento a loro carico.

Il gup Roberto Ranazzi in relazione alle richieste formulate dalla procura e dalle difese nell'ambito della vicenda di Giulio Regeni - il giovane ricercatore friulano morto in Egitto nel 2016 - ha disposto nuove ricerche degli imputati da effettuare in Italia, affidate ai carabinieri dei Ros, e trasmissione degli atti al Governo italiano per verificare eventuali esiti della rogatoria inoltrata nel 2019 e se ci sono margini per interloquire con l'autorità egiziana

Il gup ha dunque sostanzialmente condiviso la linea del procuratore aggiunto Sergio Colaiocco. I carabinieri per accertate luogo di residenza o di lavoro degli imputati potranno analizzare banche dati, elenchi telefonici e social network. Una nuova udienza e' stata fissata per il prossimo 11 aprile.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli