Sul Codice degli appalti "trovare un punto di incontro". Draghi lavora a modifiche

Italian Prime Minister Mario Draghi leaves after a two day EU summit at the European Council building in Brussels on May 25, 2021. - European Union leaders took part in a two day in-person meeting to discuss the coronavirus pandemic, climate and Russia. (Photo by Stephanie LECOCQ / POOL / AFP) (Photo by STEPHANIE LECOCQ/POOL/AFP via Getty Images) (Photo: STEPHANIE LECOCQ via Getty Images)
Italian Prime Minister Mario Draghi leaves after a two day EU summit at the European Council building in Brussels on May 25, 2021. - European Union leaders took part in a two day in-person meeting to discuss the coronavirus pandemic, climate and Russia. (Photo by Stephanie LECOCQ / POOL / AFP) (Photo by STEPHANIE LECOCQ/POOL/AFP via Getty Images) (Photo: STEPHANIE LECOCQ via Getty Images)

Cambiamenti ci saranno riguardo la liberalizzazione dei subappalti, mentre potrebbe essere non inserita la norma sul massimo ribasso. I cambiamenti saranno “molto importanti, sollecitati dalla Commissione. Profondi”. Mario Draghi lo ha detto a chiare lettere durante la conferenza stampa a Bruxelles rispondendo ad alcune domande riguardo la riforma del codice degli appalti che sta dividendo non solo la maggioranza ma anche i partiti al loro interno. “Mi aspetto una diversità di vedute – aggiunge - si tratterà di trovare un punto di incontro senza che venga snaturato l’obiettivo principale di questo sforzo, la costruzione di un’Italia più equa, competitiva, capace di aumentare la produzione sostenibile e l’occupazione. Insomma, l’Italia che vediamo nel Pnrr”.

Al centro dell’attenzione, stando ad alcune bozze circolate nei giorni scorsi, ci sono la “liberalizzazione del subappalto” e le “gare al massimo ribasso” che, secondo i sindacati, porterebbero il Paese “indietro di vent’anni, ai tempi del governo Berlusconi”. Con la liberalizzazione del subappalto si tratterebbe di eliminare quella quota di lavori che chi vince una gara può affidare ad altri. Quota che era stata aumentata due anni fa dal 30 al 40% per rispondere alle contestazioni della Corte di giustizia europea. Tuttavia, come fa capire anche il premier quando nel suo discorso nomina la Commissione europea, sul piano comunitario non è previsto alcun limite per affidare i subappalti ed è in questa direzione che l’Italia dovrebbe andare per rispondere anche alle osservazioni dell’Ue.

Discorso diverso invece riguarda “le gare al massimo ribasso”, ovvero la reintroduzione del criterio secondo cui nelle gare pubbliche il contratto viene affidato a chi presenta il prezzo più conveniente. Il rischio, secondo i sindacati, è che ne risentan...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.