Sul contante rivolta M5s contro Conte

Pietro Salvatori
NAPOLI, ITALY - 2019/10/12: The President of the Italian Council, Giuseppe Conte, during the Italy 5-Star event. (Photo by Marco Cantile/LightRocket via Getty Images)

È una vera e propria rivolta interna quella che sta andando in scena in queste ore nel Movimento 5 stelle. La furia pentastellata ha un obiettivo ben preciso: l’abbassamento della soglia di utilizzo del contante. E coinvolge pesantemente il premier Giuseppe Conte. “La misura sul contante è stata una mia proposta e senza la mia determinazione confesso che non sarebbe andata in porto”, ha detto il premier intervistato da Marco Travaglio. Appena ieri i vertici 5 stelle domandavano provocatoriamente di chi fosse “la manina” che avesse inserito il calo del tetto da 3mila a mille euro nella legge di bilancio: “Noi non ne sapevamo niente”.

Le chat 5 stelle sono esplose. Non è la linea del Movimento, non lo è mai stata. I parlamentari delle commissioni Bilancio e Finanze si sentono tra di loro. È Alessio Villarosa a dare voce alle perplessità diffuse: “Non ci sono stime che consentano di valutare l’efficacia della riduzione dell’utilizzo del contante – spiega il sottosegretario all’Economia - e non ha senso neanche questa fissazione sui Pos”. A nessuno sono sfuggite le parole di Roberto Fico a Carta Bianca: “Non mi pare una discussione primaria, ci sono obiettivi più ambiziosi”, ha detto il presidente della Camera, solitamente restio a intervenire sui temi di stretta attualità politica. Che qualcosa di non banale stava bollendo in pentola lo si è capito poco prima delle dieci del mattino, quando la comunicazione annuncia una diretta del capo politico di lì a poco. Nulla di strano, se non fosse che Luigi Di Maio è a Washington, e compare in diretta su Facebook quando l’orologio locale segna le 4 del mattino. Il leader non vuole alimentare uno scontro con il presidente del Consiglio, ma le preoccupazioni dei suoi sono anche le sue.

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