Sul Green pass il governo tratta con la Lega per evitare il ricorso alla fiducia

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AGI - Sulla conversione del decreto del green pass si sta lavorando per evitare il ricorso alla fiducia. La trattativa è ancora in corso, il governo ha chiesto rassicurazioni alla Lega affinché non si sfili e non faccia barricate in Aula. Pd e Movimento 5 stelle spingono affinché la Lega non abbia margini di azione, il partito di via Bellerio ha detto no alla richiesta di ritirare gli emendamenti ("ce ne sono solo cinque", ha osservato Salvini) ma si punta a far sì che le modifiche non vadano nella direzione opposta al provvedimento.

Del resto Salvini ha corretto il tiro, ma - questa la premessa - non bisogna blindare il provvedimento, "il Parlamento deve contare". Il premier Draghi ha riscontrato comunque un clima di maggiore unità. Lo stesso ministro Giorgetti ha certificato che si andrà verso una nuova estensione del passaporto sanitario. Una linea opposta a quella cavalcata da esponenti del partito di via Bellerio come Borghi che in caso di fiducia voterebbe - e insieme a lui perlomeno un'altra decina di deputati - contro l'esecutivo.

Ma il presidente del Consiglio punta a scongiurare uno scontro interno al governo. È concentrato sull'organizzazione di un G20 straordinario sull'Afghanistan, domani è in programma la video call con il presidente cinese Xi Jinping. E per ora non ha convocato neanche la cabina di regia, anzi è possibile che una riunione dei rappresentanti delle forze politiche al governo si possa tenere la prossima settimana.

Per portare a casa il decreto in Aula ed arrivare poi all'estensione del green pass anche nei luoghi di lavoro. Per l'allargamento sull'utilizzo del passaporto sanitario si prevedono quindi tempi piu' lunghi anche se il ministro Speranza ha assicurato che si arriverà presto in questa direzione. Oggi da Draghi si è recato il segretario della Cgil, Landini. Si è discusso - hanno spiegato da palazzo Chigi - "delle prospettive dell'economia in vista dei prossimi mesi e delle principali questioni legate al tema del lavoro". La richiesta delle sigle sindacali è che siano le aziende a farsi carico del costo dei tamponi.

In ogni caso le fibrillazioni nel governo non mancano. E mentre Salvini è tornato ad attaccare il ministro Lamorgese sul tema dell'immigrazione ("Ha permesso - l'affondo - ulteriori sbarchi. Ho parlato con Draghi perchè o cambia registro oppure se il ministro non fa il ministro ne dovrà prendere atto") e il responsabile della Salute Speranza ("Perchè deve parlare di chiusure e lockdown anzitempo? Piu' del 70% degli italiani è vaccinato, c'è il green pass, le chiusure sarebbero un suo fallimento"), si apre già un nuovo fronte. Quello sulle pensioni. Alla fine del 2021 - ha annunciato il ministro dell'Economia Franco - "avremo un forte cambiamento nei criteri di ammissibilità per la pensione perchè Quota 100 scadrà. Siamo consapevoli che alcuni dei settori interessati stanno affrontano dei problemi, sono fiducioso che troveremo una soluzione equilibrata".

Il segretario della Lega ha comunque annunciato che la Lega farà "le barricate perchè non si torni alla legge Fornero". E ha rilanciato la battaglia per modificare o cancellare il reddito di cittadinanza, difeso invece dal Movimento 5 stelle e dal Pd, "ci sarà un mio emendamento alla legge di bilancio". Ma nel partito di via Bellerio c'è chi denuncia anche un tentativo portato sia dall'interno che dall'esterno di giocare a creare delle divisioni. Da qui l'appello di Salvini all'unità, a non cadere nei tranelli di chi vuole metterci fuoi dal governo, ad impegnarsi a fondo nelle amministrative. Lo stesso Giorgetti ha sottolineato durante la riunione del Federale che "non ci sono due Leghe".

"Non capisco perchè si debbano creare delle conflittualità nel Paese", argomenta un esponente del partito di via Bellerio. Ma Forza Italia insiste sulla necessità di arrivare all'obbligo vaccinale e all'estensione del green pass. Sulla stessa lunghezza d'onda il Pd e Italia viva. "Ora abbiamo anche il Green pass. Se queste misure non fossero sufficienti poi responsabilmente valuteremo anche l'obbligo" del vaccino, osserva il presidente M5s, Conte. "Noi non siamo favorevoli alla vaccinazione obbligatoria, pensiamo che piuttosto che imporre bisogna spiegare le cose", taglia corto la presidente di Fdi, Meloni

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