“Sul Titanic ci si divertiva anche in terza classe”. L’intervista a Claudio Bossi, alla presentazione di Titanic The Artifact Exhibition

Un particolare del transatlantico riprodotto alla mostra Titanic – The Artifact Exibition

Nel viaggio inaugurale del Titanic si imbarcarono 1.324 passeggeri, il 10 aprile del 1912, gli italiani a bordo erano 38. Circa trenta facevano parte dell’equipaggio, sette erano registrati come passeggeri. Il transatlantico più famoso del mondo si inabissò nell’oceano Atlantico alle 2.20 del 15 aprile 1912, dopo la collisione con un iceberg che provocò lo squarcio fatale sulla fiancata della “nave inaffondabile”. Prima di naufragare il Titanic si spezzò in due tronconi. Morirono 1.518 persone dei 2.223 passeggeri totali, compresi 900 uomini dell’equipaggio. “Sulle scialuppe per primi dovevano salire i passeggeri, per questo i membri dell’equipaggio morirono praticamente tutti”, spiega a Yahoo! Claudio Bossi, tra i massimi esperti italiani del Titanic, ospite all’inaugurazione della mostra Titanic The Artifact Exhibition, che debutta a Torino il prossimo 18 marzo, dove sarà a disposizione dei visitatori per rispondere alle tante domande.

Una riproduzione fedele di una cabina di terza classe, in mostra a Torino. Sul Titanic per la prima volta anche chi alloggiava in terza classe veniva servito al ristorante e dormiva in una stanza con cuccette sistemate in maniera tale da garantire un minimo di privacy.

Com’era una giornata tipo a bordo del Titanic?

“La vita dei passeggeri era scandita dai pasti: prima colazione, pranzo e cena. Chi viaggiava nelle classi più alte, si divertiva di più”.

Cosa facevano i passeggeri di prima classe?

“I privilegiati avevano a disposizione una piscina, un campo da squash, una palestra, una sala comune e una biblioteca. In seconda i passeggeri potevano leggere in biblioteca a concedersi passeggiate sul ponte, mentre in terza classe c’era solo una sala comune”.

Ma si divertivano anche i viaggiatori dei piani bassi?

“Il divertimento non mancava neanche in terza classe. Si improvvisavano concerti, si suonava e si ballava in continuazione”.

Quanto costava un biglietto per salire sul Titanic?

“Per un viaggio in terza classe servivano 30 sterline che per l’epoca non erano certo pochi. In seconda classe si arrivava a 870 sterline, qui c’era la media borghesia, insegnanti, sacerdoti, impiegati. In prima classe la nobiltà e la gente più ricca: vip dell’epoca, attrici, c’era persino in tennista, oltre a ricchissimi imprenditori. Una delle 34 suites costava circa 70mila euro di oggi, e ognuna era arredata con uno stile diverso”.

Gli italiani sopravvissuti al naufragio sono solo tre. Chi erano?

“Due passeggeri di seconda classe: Emilio Ilario Giuseppe Portaluppi di Arcisate, provincia di Varese, e Argene Genovese, classe 1887, originaria della provincia di Lucca. Il terzo sopravvissuto viaggiava in terza classe, era nato ad Atessa, provincia di Chieti, si chiamava Luigi Finoli”.

E’ vero che finì sul fondo dell’oceano anche una foto autografata da Garibaldi?

“Sì. Giuseppe Portaluppi perse nel naufragio una foto del nonno, con la firma di Giuseppe Garibaldi. Per questo chiese un risarcimento di 3mila sterline”.

Riuscì a prendere dei soldi?

“No, neanche una sterlina. Come quasi tutti i risarcimenti chiesti da chi non perse la vita nella tragedia: nessuno fu rimborsato”.

Chi fu l’ultimo sopravvissuto italiano?

“Una donna, si chiamava Salvata Del Carlo. La madre è stata l’unica italiana a salvarsi nella notte del 15 aprile 1912: Argene Genovesi. Sette mesi dopo partorì Maria Salvata e la chiamò così proprio in memoria di quella tragica notte”.

Per la prima volta, una mostra dedicata al Titanic. Dal 18 marzo, fino al 25 giugno, Titanic – The Artifact Exhibition, dopo aver girato il mondo, arriva in Italia. A Torino si potranno ammirare pezzi originali della nave, oggetti recuperati direttamente dal fondo dell’oceano e alle storie dei passeggeri raccontate drittamente dagli eredi e dai massimi esperti italiani del Titanic. Un’occasione unica per rivivere l’atmosfera che si respirava a bordo della “nave dei sogni”, con ricostruzioni fedeli e in scala reale di una cabina di prima e di terza classe.

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