Sull’invio di armi all’Ucraina il leader M5s continua ad invocare un chiarimento in Parlamento

Giuseppe Conte
Giuseppe Conte

Intervenendo a Dritto e Rovescio in onda questa sera su Rete4 Giuseppe Conte lo ha detto senza mezzi termini: “Le parole del ministro Lorenzo Guerini sono allarmanti”. Sull’invio di armi all’Ucraina il leader M5s continua ad invocare un chiarimento in Parlamento ad opera di Mario Draghi e lo ha ribadito nello studio televisivo di Paolo Del Debbio. Dopo che il ministro della Difesa Guerini è intervenuto in audizione alla Camera per riferire sull’invio di armi da parte dell’Italia a sostegno di Kiev il Movimento Cinque Stelle è in fibrillazione.

“Le parole del ministro Guerini sono allarmanti”

Ha detto Giuseppe Conte: “È necessario e urgente quanto invochiamo da giorni: che il premier Draghi e il ministro della Difesa vengano in Parlamento e si confrontino con i rappresenti del popolo”. Ma cosa aveva detto Guerini? Innanzitutto che ci sono tre ragioni che hanno spinto il governo a non rendere pubblico l’elenco delle armi inviate: “Per non far percepire alla parte russa in termini provocatori questa attività, avendo cura di non enfatizzarne la comunicazione, per non rendere note le eventuali vulnerabilità e criticità delle forze armate ucraine e perché in certi casi i Paesi produttori di armi hanno chiesto di mantenere la riservatezza“. E ancora: “Sulla base di quanto indicato dalla legge e in relazione all’evoluzione sul terreno, l’impegno italiano continuerà a supportare l’Ucraina nella sua difesa dall’aggressione russa anche con dispositivi in grado di neutralizzare le postazioni dalle quali la Russia bombarda indiscriminatamente le città e la popolazione civile”.

“Disposti a distruggere postazioni russe in Russia”

Conte a quel punto è sbottato: “Quello che Guerini ha detto sulle armi per neutralizzare le postazioni russe mi ha molto preoccupato: significa che siamo disponibili anche a distruggere postazioni russe in territorio russo”. Poi la sottigliezza colta: “Però attenzione, dobbiamo dare atto che il ministro della Difesa l’ha in parte corretta. Ha fatto una precisazione che ritengo doverosa: non intendeva dire che si colpiscono postazioni russe in territorio russo”. E in chiosa: “Questo rende comunque urgente quello che invochiamo da giorni: il premier, oltre che il ministro della Difesa, vengano in Parlamento, dove ci sono i rappresentanti del Popolo che può esercitare i suoi poteri di indirizzo e controllo”.

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