Sulla Civiltà cattolica l'elogio del movimento delle sardine

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Città del Vaticano, 13 feb. (askanews) - Quello del 26 gennaio in Emilia Romagna e Calabria "era un voto atteso per valutare la stabilità del governo nazionale e la salute delle forze politiche e ha tenuto con il fiato sospeso l'intero Paese. Ma dal test elettorale dell'Emilia-Romagna è emerso molto di più: la straordinaria affluenza (63,49%), il risveglio delle piazze - grazie al movimento delle 'sardine' e al movimentismo della Lega - e l'avvento di un neobipolarismo all'italiana causato dall'emorragia dei consensi del M5S". Lo scrive il gesuita Francesco Occhetta nel prossimo numero della Civiltà cattolica, il quindicinale stampato con l'imprimatur della Segreteria di Stato vaticana.

Il movimento delle sardine, rileva il notista politico della Civiltà cattolica, "ha il merito di aver introdotto parole nuove e permesso a tanta gente di incontrarsi nelle piazze italiane; dopo le elezioni, nella loro pagina Facebook, hanno scritto: 'E' successo. Siamo nati dicendo che eravamo contro il populismo. Oggi siamo consapevoli che, se lo vogliamo, oltre che 'contro' possiamo essere 'meglio'. E possiamo esserlo con mezzi sconosciuti a chi fa propaganda di mestiere: gratuità, relazioni umane, creatività ed empatia. Nella sua banalità è una notizia che rischia di far saltare tutte le certezze che ci erano state vendute in questi anni grigi. L'esperienza dell'Emilia-Romagna dimostra che le «sardine» servivano come l'ossigeno, l'esperienza della Calabria dimostra che le «sardine» da sole non bastano; che la domanda di politica si risveglia se l'offerta è adeguata, coraggiosa e coesa'. Occorre tempo, ma - conclude padre Occhetta - se il buon giorno si vede dal mattino, le premesse culturali per una nuova stagione politica ci sono tutte".