Sulla riforma della prescrizione la maggioranza è ancora divisa

Giovanni Lamberti

Italia viva ha evitato di concedere l'urgenza al ddl Costa, non partecipando al voto, ma in ogni caso non esclude che quando si discuterà nell'Aula l'eventualità di fermare la riforma della prescrizione non farà convergere i voti con quelli dell'opposizione. Messaggio inviato direttamente a Conte, nell'incontro che la delegazione dei renziani ha avuto a palazzo Chigi con il premier. E anche il Pd nonostante non abbia strizzato l'occhio a FI - tanto che la richiesta del partito azzurro è stata bocciata con 269 no, 219 sì e due astenuti - è sulle barricate.

Diverse le strade percorribili: la prima è quella di inserire la richiesta di un rinvio dell'entrata in vigore nel dl Milleproroghe. Un'altra è quella di approntare degli emendamenti sempre al ddl Costa in Commissione oppure di presentare una propria proposta, facendo propria la tesi dell'ex procuratore di Milano Bruti Liberati: ogni grado di giudizio deve avere una sua durata prefissata, altrimenti scatta una prescrizione processuale.

Per ora la trattativa portata avanti sotto traccia - è in corso un'interlocuzione tra il vice segretario dem, Orlando, e il Guardasigilli - non registra passi avanti. Tanto che Zingaretti ha alzato la voce: "il Pd si è confermato forza leale con la maggioranza. Ma riteniamo inaccettabile - aggiunge il segretario dem - l'entrata in vigore delle norme sulla prescrizione senza garanzie sulle durate dei processi. Non si può rimanere sotto processo per un tempo indefinito, per lunghissimi anni". "Sembra di ascoltare Salvini e Berlusconi", la reazione, secondo quanto si apprende, dei vertici del Movimento 5 stelle.

Mani libere senza la riforma del processo penale

Sulla necessità che la riforma della prescrizione entri in vigore a gennaio Conte, Di Maio e Bonafede sono in sintonia. E lo stesso Guardasigilli chiude alla proposta della 'prescrizione processuale' avanzata dal Pd: "Invece che far prescrivere i reati, si fanno prescrivere i processi e, quindi, rispetto al tema della prescrizione, si tornerebbe al punto di partenza". Eppure il responsabile di Via Arenula è convinto che sulla riforma del processo penale "siamo vicini ad un punto di svolta", occorre approfondire il dialogo nel merito.

Non la pensano così dem. Martedì mattina alla riunione di gruppo in tantissimi hanno evocato il rischio che il governo possa cadere qualora Bonafede non apra a norme sulla durata certa dei processi. La tesi è che senza un'apertura non varrà il vincolo della maggioranza e ognuno potrà avere le mani libere. E' la stessa posizione dei renziani che hanno avvertito oggi il presidente del Consiglio sulla possibilità di un incidente parlamentare proprio sul tema della prescrizione. Hanno ottenuto come garanzia la disponibilità del premier ad accelerare il confronto ma per ora il confronto è ad un punto morto. Anche se il ddl Costa rischia di slittare all'anno prossimo, visto che per il Movimento 5 stelle deve andare avanti il lavoro in Commissione e non ci sarà tempo per calendarizzarlo tra Natale e Capodanno. "Cosi' - ha attaccato l'esponente azzurro - il Pd perde la faccia, mentre M5s ha dimostrato di essere sempre più forcaiola".