Sulle ambulanze di Napoli saranno installate le telecamere

Lucia Licciardi

È polemica a Napoli in queste ore per la quinta aggressione dell'anno nuovo subita dagli operatori sanitari, stando alla denuncia via Facebook, dal titolo 'L'ambulanza me la vado a prendere io...' di 'Nessuno Tocchi Ippocrate', l'associazione nata nel giugno del 2017 da un'idea di Manuel Ruggiero proprio con l'obiettivo di rendere noti gli episodi di violenza di cui spesso sono vittime gli addetti ai lavori nell'esercizio delle sue funzioni.

Tutto è nato ieri pomeriggio: "La postazione 118 della Stazione Centrale" si legge su Fb "si trovava a Loreto mare per un intervento quando improvvisamente nel pronto soccorso è entrato un gruppo di ragazzi che ha preso di forza l'equipaggio costringendolo a salire in ambulanza".

"Ancora con il tablet aperto sul precedente intervento e con 3 di questi individui a bordo (e sotto minaccia)" prosegue il post "l'equipaggio si dirige verso il quartiere denominato 'case nuove' retrostante al Loreto Mare (...) giunge sul posto e da subito viene circondato da una orda di astanti inferociti che incominciano a ricoprire d'insulti i sanitari. Pensando al peggio il medico si fa largo tra la folla e, con sommo stupore, trova un ragazzino 16enne con distorsione al ginocchio! Con grande difficoltà il medico riesce a valutare la situazione che si presenta di lieve entità. Nonostante ciò l'equipaggio viene intimato, con minacce, a trasportare il giovane in ospedale. L'intervento si è concluso al Loreto Mare, dove tutto è iniziato".

L'ennesimo episodio di violenza ha spinto i responsabili sanitarie a disporre l'installazione di telecamere per controllare anche i pronto soccorso negli ospedali di Napoli. Un nuovo sistema di videosorveglianza nei nosocomi partenopei, che partirà a breve, sarà anche, appena tecnicamente possibile, collegato alle centrali operative delle forze dell'ordine, anticipa all'Agi il direttore generale dell'Asl Napoli 1, Ciro Verdoliva. "Il prossimo 15 gennaio" conferma il top manager "ci sarà la prima ambulanza dotata di telecamere e, dopo qualche giorno di test, tutti i mezzi di emergenza ne saranno dotati. Mercoledì, poi, presenteremo il sistema per i nosocomi, e mi adoprerò subito per verificare come e quando metterlo in connessione con le centrali di carabinieri e polizia".

Per Verdoliva, "non si può parlare di escalation del fenomeno aggressioni, che non è solo napoletano ma presente in Italia. Se ne registravano molte anche in passato. Ora c'è sì un aumento, ma anche una maggiore attenzione nel registrarle. Poi va fatto un distinguo tra quelle messe in atto da chi ha problemi psichici e quelle commesse da parenti e amici di pazienti in pronto soccorso. Senza contare episodi di assoluta gravità come quello di un equipaggio del 118 costretto da giovani sotto minaccia a soccorrere un ragazzo non grave".

"Un atto delinquenziale che ha generato, tra l'altro, una interruzione nel servizio pubblico" spiega "il personale infatti dalle 18 non e' stato piu' operativo, lasciando scoperta fino alle 20 una postazione importante e centrale nella rete del pronto intervento cittadino". Se le telecamere, si augura Verdoliva, "saranno un deterrente oltre che uno strumento per gli investigatori per individuare i responsabili di queste aggressioni", l'Asl Napoli 1, comunque, non tralascerà alcuno strumento per fronteggiare e contenere questa emergenza. "Avvieremo anche dei percorsi di formazione specifica per medici, infermieri e operatori sanitari - anticipa - in modo che avvertano la potenziale pericolosità della situazione e abbiano competenze per calmare gli animi e tempo per avvertire vigilanza e forze dell'ordine. Non lasceremo nulla di intentato".