“Sulle imprese solo pregiudizi e tasse", dice Bonomi

È molto severo il giudizio sul governo di Carlo Bonomi, il presidente di Assolombarda, che in un'intervista a la Repubblica sostiene che su plastic tax, sugar tax, con la botta sulle auto aziendali, la storia senza fine dell'Alitalia e la crisi dell'Ilva, “la costante è la totale ignoranza della situazione generale dell'economia, delle necessità delle imprese e degli effetti che provvedimenti avventati produrranno sull'Italia e le sue fragili prospettive di crescita”.

Bonomi non è per niente sollevato dopo il cambio di maggioranza a Palazzo Chigi: “Avevamo chiesto discontinuità: sulla pretesa che il reddito di cittadinanza sia anche uno strumento di politica attiva per il lavoro, mentre i fatti dimostrano il contrario; su quota 100, sugli stimoli agli investimenti, soprattutto in ricerca e sviluppo. Non si è visto nulla” mentre, al contrario, “abbiamo l'ennesima manovra che accresce deficit e debito pubblico, aumenta le tasse e, conseguenza di ciò, costringe a rassegnarsi alla crescita zero”.

Tanto più che plastic e sugar tax “sono tasse di scopo, non incideranno sulle abitudini dei consumatori”, viceversa “entrambe avranno come effetto collaterale l'espulsione delle aziende dalla competizione dei mercati”. Identica cosa per le auto aziendali che ora il governo vuole tassare, “sono un bene strumentale, non un consumo signorile”, chiosa Bonomi, che aggiunge: “Se per mettere 10 euro in busta paga ne facciamo pagare 100 sull'auto aziendale non faremo grandi passi avanti”.

Quanto alle ipotesi di intervento dello Stato in Alitalia o nell'acciaio, Bonomi rifugge l'idea dicendo: “Ma per carità. Con l'Alitalia abbiamo perso 1,6 miliardi in due anni. E vogliamo tornare alla Finsider, 15 mila miliardi di lire bruciati nell'altoforno dell'acciaio pubblico?” si chiede il leader di Assolombarda.