Sulle regioni 'rosse' è scoppiata la bagarre alla Camera

·5 minuto per la lettura

AGI - C'è chi la invita ad "andare sulle navi con i clandestini" e chi si lascia scappare un "se fosse un uomo...", tanto da beccarsi un severo "si vergogni" da parte del presidente di turno. E' un fermo immagine dalla bagarre che si scatena alla Camera a margine del dibattito sull'ultimo dpcm anti Covid.

Un segno di tensione il cui punto di caduta è, comunque, una richiesta sostanzialmente bipartisan, ma con premesse e intenti diversi, di un'informativa del ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla classificazione dell'indice di rischio nelle diverse regioni.

Prima scena. Prende la parola la deputata Pd Lia Quartapelle, per dire che "è una vergogna che questa mattina il presidente Fontana e la Lega della Lombardia stiano facendo una campagna di strumentalizzazione politica...". Subito si alza un muro di urla e contestazioni dai banchi della Lega, tanto che la deputata Pd deve interrompersi e il presidente di turno, Ettore Rosato, si vede costretto a richiamare già per la prima volta Igor Iezzi.

Le accuse al governo regionale lombardo

Il deputato della Lega sarà poi espulso dall'Aula, dopo gli altri due richiami previsti dal Regolamento, al culmine di uno scontro verbale accesissimo tra quanti siedono nei banchi della Lega contro Quartapelle. Argomento del contendere - nel quadro della richiesta da parte del centrodestra di chiarimenti in Aula da Conte su quello che viene considerato un 'doppio binario' sulle fasce di rischio delle Regioni che penalizzerebbe, questa l'accusa delle opposizioni, quelle a guida di centrodestra - è appunto l'attacco della deputata Pd alla giunta Fontana.

Quartapelle riprende a parlare e stigmatizza "i risultati, i mancati risultati" di quella che denuncia come "la incredibile gestione cui la giunta Fontana ha costretto la mia regione". "Perchè anch'io - sottolinea in un crescendo di emozione trattenuta a stento dalla mascherina, e mentre intorno montano le contestazioni - vivo in Lombardia...".

Rosato deve contenere le urla che arrivano dai banchi del centrodestra ammonendo che "per gridare sciocchezze in Aula non ci sono giustificazioni" e Quartapelle riprende dicendo che "la Lombardia, governata da Gallera e Fontana, dalla Lega e dalla destra, trasmette tutti i giorni, tutti i giorni, i dati sui contagi ed è incredibile che i colleghi della Lega non si siano resi conto che un quarto dei contagiati di tutta Italia risiedono in Lombardia".

La Lega risponde con accuse sui migranti

Qui le urla salgono di intensità e per conoscerne il contenuto, come sempre accade in queste circostanze, ci si sposta sul resoconto stenografico d'Aula. "Le faccia chiedere scusa" insorge Igor Iezzi, mentre Alessandra Locatelli indirizza alla collega Pd un "vai sulle navi con i clandestini". Ai ripetuti richiami all'ordine del presidente di turno, Iezzi ribatte con un "e mi richiami... non può insultare la Lombardia, non può insultare la Lombardia" e sempre dalla Lega, è Sergio Vallotto a consegnare al verbale un "se fosse un uomo...".

Un'uscita alla quale Ettore Rosato replica con un secco "si dovrebbe vergognare". "Sono stati riaperti i due ospedali in Fiera e a Bergamo, perchè, secondo la gestione Gallera..." dice Quartapelle e Claudio Durigon sbotta "è colpa vostra", mentre Daniele Belotti grida "sei vergognosa". E anche qui Rosato ripete, due volte, un severo "si vergogni". 

"Non sto insultando. Capisco che i colleghi della Lega impazziscano ogni volta che vengono detti i dati che ogni giorno dalla Lombardia trasmettono al governo, dati - incalza Quartapelle - che non inventa nessuno di noi. Li trasmettono loro, una Regione che ha un sesto degli abitanti italiani e ha un quarto dei contagiati italiani ed incredibile che chi la governa non sia preoccupato e spaventato e non lavori giorno e notte per risolvere questi problemi".

Verso un'informativa di Speranza

Tornando alla parte 'politica' del contendere, come si parte dal centrodestra ma trova concorde, sia pure con toni e accenti del tutto diversi, la richiesta al governo di spiegare alla Camera i criteri per l'assegnazione delle 'fasce di rischio' delle regioni. E a questo punto appare probabile un'informativa a Montecitorio del ministro della Salute, Roberto Speranza.

FI, con Tripodi, che si fa portavoce "dello sdegno dei cittadini calabresi, degli imprenditori, dei commercianti, dei lavoratori", e Mariastella Gelmini, secondo la quale "ci sono regioni che vedono conculcate alcune liberta' perche' appartengono all'elenco delle regioni rosse", chiede che "il ministro Speranza e il presidente Conte vengano in Parlamento, dati alla mano, e spieghino ai lombardi, ai piemontesi, ai calabresi, ai cittadini della Valle d'Aosta, perchè le loro Regioni sono zona rossa e altre non lo sono". Analoga richiesta arriva da Augusta Montaruli (FdI): "Il ministro Speranza venga in Aula a spiegare la ratio e le modalità di raccolta dei dati sulla base delle quali sono state decretate alcune 'zone rosse', tra cui il Piemonte".

Dalla maggioranza, è il capogruppo Leu, Federico Fornaro, a chiedere che il governo fornisca i dati, appunto per fare piazza pulita dalle polemiche: "Un conto è chiedere chiarezza, come facciamo anche noi, un conto è aver già emesso la sentenza dicendo che il governo ha deciso in base al colore politico delle giunte".

"Abbiamo sollecitato il ministro Speranza a venire e a fornire in modo sempre più trasparente i dati relativi alle varie classificazioni che, proprio perchè automatici, non sono discriminatorie verso nessuna Regione: la Liguria non è stata messa in zona rossa", chiarisce Graziano Delrio. "Chiediamo insieme che il governo venga a fornire questi dati - dice ancora il capogruppo Pd alla Camera - che il governo chiarisca perche' il Cts, in cui - sottolinea - siedono esponenti della Lombardia, ha deciso queste cose. Non sono state decise politicamente, ma sulla base di rilevazioni scientifiche questa non e' una battaglia politica contro la Lombardia. Stiamo semplicemente chiedendo che venga reso noto con che strategia si cercherà di combattere l'epidemia e non ci sia nessun sospetto di discriminazione politica perchè nè la malattia nè la salute hanno colore politico".

La sintesi viene tratta così dal presidente di turno, Ettore Rosato, che anticipa come "alla luce del dibattito, il presidente Fico verificherà con il governo la tempistica per un'informativa di Speranza".