Summit G20 su sanità mira ad aumentare accesso vaccini, dosi a prezzo di costo

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La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio italiano Mario Draghi arrivano a villa Doria Pamphilj

di Crispian Balmer e Francesco Guarascio

ROMA (Reuters) - I leader delle maggiori economie globali hanno dato il via ad un meeting sulla sanità globale, nel corso del quale ci si attende che le case farmaceutiche si impegnino a tagliare i prezzi delle forniture di vaccini ai paesi più poveri per aiutare a porre fine alla pandemia da Covid-19.

Il Gruppo dei 20 sembra pronto a chiedere alla case farmaceutiche di trasferire su base volontaria licenze e tacnlogie in modo da aumentare rapidamente la produzione di vaccini, ma non la sospensione dei brevetti proposta degli Usa.

L'Unione europea si impegnerà inoltre a creare degli hub di produzione di vaccini in Africa.

L'evento virtuale di una giornata, ospitato dall'Italia- cui spetta la presidenza di turno del G20- e dalla Commissione europea, è il primo grande summit dedicato al superamento della crisi sanitaria e alla prevenzione.

"Mentre ci prepariamo alla prossima pandemia, la nostra priorità deve essere assicurarci di riuscire a superare quella in corso tutti insieme. Dobbiamo vaccinare il mondo e farlo in fretta", ha detto il presidente del Consiglio Maro Draghi nel discorso di apertura.

Mentre le campagne vaccinali procedono ormai a pieno regime nella maggior parte dei paesi sviluppati, provocando un forte calo nel numero dei nuovi contagi, solamente un numero esiguo di vaccini si conta nei paesi in via di sviluppo, dove il virus si sta ancora diffondendo, in alcuni casi fuori da ogni controllo.

Una parte dei leader, tra cui i presidenti di Cina, India, Francia e Sud Africa, interverranno al meeting, insieme con i capi di alcune organizzazioni internazionali, il filantropo statunitense Bill Gates e numerosi esperti di sanità pubblica.

Non è sulla lista delle personalità che interverranno invece il presidente Usa Joe Biden, si apprende dagli organizzatori.

Ad inizio maggio l'amministrazione Biden ha appoggiato le richieste di molti paesi in via di sviluppo, per la sospensione dei brevetti sui vaccini da Covid-19, nella speranza di aumentare la produzione e distribuire piu' equamente i vaccini a livello mondiale.

HUB IN AFRICA

Tuttavia, la bozza di dichiarazione finale vista da Reuters non fa menzione di un simile meccanismo, che è stato contestato da alcuni Stati europei, secondo i quali il principale ostacolo all'aumento della produzione sarebbero invece le barriere al commercio Usa.

Nel tentativo di ampliare l'offerta, l'Europa annuncerà durante il meeting la creazione di almeno tre hub produttivi in Africa quest'anno, ha detto a Reuters un funzionario Ue.

Il funzionario ha anche detto che le case farmaceutiche, come Pfizer e BioNTech annunceranno larghe forniture a prezzo di costo di vaccini contro il Covid-19 alle nazioni più povere.

Oggi la Gavi Alliance ha annunciato di aver raggiunto un accordo per l'acquisto di 200 milioni di dosi del vaccino Johnson & Johnson, nel tentativo di far fronte alle gravi carenze nel proprio programma di condivisione di vaccini.

Nel discorso di apertura, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha detto che l'Unione europea donerà almeno 100 milioni di dosi ai paesi più poveri entro la fine dell'anno.

I leader mondiali sembrano pronti a riconoscere l'importanza del cosiddetto Act-Accelerator, uno strumento dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per la distribuzione globale di vaccini, farmaci e test contro il Covid-19.

Tuttavia, al contrario di quanto atteso inizialmente, sembra improbabile che i paesi più industrializzati si impegneranno a finanziare completamente il programma, che ha bisogno di ulteriori 19 miliardi di dollari per raggiungere i propri obiettivi.

I leader con ogni probabilità affermeranno che un'opzione per aiutare i paesi più poveri è la condivisione di vaccini che le nazioni più ricche hanno già acquistato, ma sul testo finale non appare al momento alcun fermo impegno su questo punto.

Il programma Covax, co-gestito dall'Oms e finalizzato all'equa distribuzione di vaccini a livello globale, è citato come una delle possibili opzioni per fornire le dosi donate agli Stati.

(Tradotto da Luca Fratangelo in redazione a Danzica, in redazione a Roma Giselda Vagnoni, luca.fratangelo@thomsonreuters.com, +48587696613)

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