Suore che soffrono di "burnout" ... -2-

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Città del Vaticano, 23 gen. (askanews) - Sono svariati i motivi che possono portare le religiose a soffrire della "sindrome da stress": troppo lavoro, demansionamento, situazioni sociali provanti, abusi di potere e abusi sessuali. Ciascuna suora, spiega nell'inserto femminile dell'Osservatore Romano suor Maryanne Lounghry, australiana, suora della Misericordia, psicologa, ricercatrice al Boston College e all'Università di Oxford, "dovrebbe avere un codice di condotta, una lettera di accordo con il vescovo o con il parroco, dovrebbe poter dire al padre o alla sorella: 'Sai, ho lavorato 38 ore questa settimana, non posso lavorare domenica e tornare di nuovo lunedì, ho bisogno di un giorno di riposo'". Inoltre, "lavorare nell'ambiguità, senza regole certe, può farmi sentire bullizzata, abusata, molestata".

Un altro problema è l'abuso di potere da parte dei superiori: "Ho visto situazioni molto pesanti in alcune parrocchie, potere assoluto del sacerdote sugli impiegati religiosi, sorelle allontanate o costrette a lavori senza consenso o valutazioni obiettive", afferma una religiosa dell'Unione internazionale delle superiori generali. Anche le superiori possono soffrire per lo stress: "Esiste il burnout da lunga leadership", spiega la religiosa australiana. E poi ci sono i traumi personali: "E' difficile comprendere quando una sorella è stata abusata sessualmente; è una realtà quotidiana, ma non ne parliamo per vergogna. Una suora dev'essere sicura che la congregazione potrà aiutarla a sostenere la sua resilienza, con comprensione e condivisione".

Oltre al burnout, c'è anche il disturbo post traumatico: "Penso ad esempio alle sorelle che in Ruanda hanno visto quantità di cadaveri", afferma suor Lounghry, "o a me stessa, che molti anni fa, mentre lavoravo in un centro di detenzione (a Hong Kong, per vietnamiti richiedenti asilo, ndr) sono stata rapita: a volte, ancora mi blocco a causa di un flashback mentre salgo o scendo le scale".