Super green pass da subito, anche in zona bianca

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ROME, ITALY - MARCH 26: Italian Prime Minister Mario Draghi and Italian Minister of Health Roberto Speranza hold a press conference at the Palazzo Chigi, the day after the European Council, on March 26, 2021 in Rome, Italy. (Photo by Antonio Masiello/Getty Images) (Photo: Antonio Masiello via Getty Images)
ROME, ITALY - MARCH 26: Italian Prime Minister Mario Draghi and Italian Minister of Health Roberto Speranza hold a press conference at the Palazzo Chigi, the day after the European Council, on March 26, 2021 in Rome, Italy. (Photo by Antonio Masiello/Getty Images) (Photo: Antonio Masiello via Getty Images)

Super green pass da subito, e già in zona bianca. Nell’asse tra Palazzo Chigi e il Ministero della Salute il lavorio è incessante per mettere a punto le norme che domani verranno portate in Consiglio dei ministri. Mario Draghi e Roberto Speranza sono impegnati in una girandola di riunioni per portare la proposta all’attenzione della Cabina di regia che si riunirà in mattinata e dovrà dare il via libera politico alle nuove misure.

Nulla è scritto nella pietra, spiega chi sta lavorando al dossier, ma l’orientamento prevalente è quello di far scattare il lasciapassare rafforzato su tutto il territorio del paese, indipendentemente dalla fascia di rischio in cui si ritrovano le singole Regioni, e di non aspettare Natale. Roberto Speranza spinge per il 29 novembre, nel governo c’è chi sostiene che i governatori abbiano bisogno di un po’ di tempo per organizzarsi e spinge per il 6 dicembre, con un possibile punto di incontro sul primo giorno del prossimo mese, una settimana esatta dall’approvazione. Tra i più prudenti una parte della Lega (come anche alcuni esponenti M5s e una parte minoritaria dei governatori) che ha avanzato la proposta di rendere operativo il super green pass a partire dalla zona gialla, ma alla fine dovrebbe spuntarla la linea del rigore. E dunque i luoghi della socialità come ristoranti, bar, piscine, palestre e cinema saranno accessibili solo da coloro i quali abbiano completato il ciclo vaccinale, mentre il tampone continuerà a permettere l’accesso al luogo di lavoro e la possibilità di spostamenti.

Giancarlo Giorgetti spiega che è “convinto che la strategia adottata fino a ora abbia prodotto risultati come dimostra il confronto con gli altri Paesi europei”, e che “se le cose in Italia vanno meglio che in Germania, un motivo ci sarà”. La ratio di un’introduzione erga omnes è quella di evitare che si arrivi al caos tedesco, spiega una fonte di governo: “Lì hanno introdotto le restrizioni per chi non è vaccinato con una situazione di grande sofferenza per ospedali e terapie intensive, e una volta sforati i 40mila contagi al giorno. L’obiettivo è non ritrovarci a quel punto”.

Non chiudere le stalle quando i buoi sono scappati, come successo in Austria, dove il ritardo nell’applicazione della stretta ha costretto Vienna a dichiarare il lockdown in numerose zone del paese. E dunque l’esecutivo è pronto a farsi carico delle richieste della grande maggioranza dei presidenti di Regione, che con varie sfumature hanno tutti chiesto un’accelerazione, ad eccezione di Marche e Abruzzo, governate da esponenti di Fratelli d’Italia che ritengono la misura in sé “non efficace”. Dovrebbe essere scongiurata anche l’opposizione di Matteo Salvini, che oggi si è riunito in videoconferenza con i presidenti leghisti, diffondendo subito dopo un comunicato nel quale si fa riferimento al lavoro “insieme con il governo con buonsenso per evitare chiusure, eccessive complicazioni per gli italiani e messaggi allarmistici”. Non toni belligeranti, dunque, fatto salvo un “secco no al green pass per gli under12” che al momento non sembra essere in discussione nell’esecutivo.

Coerentemente con la strategia di fondo di prevenire gli effetti della quarta ondata, nel Cdm di domani dovrebbero rientrare anche la riduzione della validità del green pass da dodici a sei mesi, e l’obbligo della terza dose per tutto il personale sanitario. Su un binario parallelo invece le riflessioni se quell’obbligo estenderlo anche ai docenti e alle forze dell’ordine. Fonti di governo spiegano che nel primo caso è “molto difficile” che si proceda in tal senso, mentre nel secondo il dibattito è ancora aperto, ma non è detto che la misura venga approvata già domani.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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