Super green pass, il decreto: restrizioni per no vax e ipotesi obbligo vaccinale per alcune categorie

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super green pass decreto
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Entro la fine della settimana il governo dovrebbe varare il decreto sul cosiddetto super green pass, che consentirà ai vaccinati di avere maggiori libertà in caso di restrizioni rispetto a chi non si è immunizzato: martedì 23 novembre 2021 è in programma l’incontro con i governatori a cui seguirà la riunione della cabina di regia e il Consiglio dei Ministri per l’approvazione ufficiale.

Decreto sul super green pass: le restrizioni per i no vax

Il provvedimento dovrebbe giungere proprio quando il monitoraggio dell’Istituto Superiore di Sanità e del ministero della Salute potrebbe certificare il ritorno delle prime zone gialle, che per ora rischiano Friuli Venezia-Giulia e Alto-Adige.

L’ipotesi prevalente tra i ministri è quella di far scattare le restrizioni per i non vaccinati soltanto in zona arancione e rossa, anche se non manca chi vorrebbe il super green pass già in quella gialla. Ancora non è però chiaro in che modo sarà differenziato l’accesso a bar, ristoranti, teatri, cinema e stadi oltre che a palestre, piscine e impianti sciistici.

Ciò che sembra certo è che per i possessori di questo certificato, ovvero i cittadini vaccinati, ne verrà tagliata la validità: attualmente dura infatti 12 mesi ma, tenuto conto dei dati sulla diminuzione dell’efficacia del vaccino, dovrebbe essere ridotto a 9.

Decreto sul super green pass: tamponi, stato di emergenza e obbligo vaccinale

Ancora da discutere anche il nodo dei tamponi. Secondo le prime indiscrezioni, il test molecolare potrebbe diventare necessario soltanto per recarsi al lavoro o per salire su treni ad alta velocità e aerei e la sua validità potrebbe essere ridotta da 72 a 48 ore.

Il decreto dovrebbe poi contenere la prororga dello stato di emergenza fino al 30 genaio 2022, dopodiché si deciderà se approvare una nuova legge per andare oltre quella data. Quanto infine all’obbligo vaccinale, il provvedimento dovrebbe disporre la vaccinazione obbligatoria con terza dose per tutti gli operatori sanitari e un’ipotetica imposizione per dipendenti pubblici e forze dell’ordine (punto comunque ancora in discussione).

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