Super Tuesday, i moderati con Biden: basterà per battere... -4-

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New York, 3 mar. (askanews) - Un anno fa, il campo democratico era straordinariamente ampio e vario; con l'abbandono dei due candidati più giovani (resta in corsa, è vero, la deputata Tulsi Gabbard, ma la sua è una mera presenza numerica), sono rimasti solo quattro candidati a poter sfidare il presidente Trump. Per questo, c'è già una certezza: gli Stati Uniti avranno ancora un presidente ultrasettantenne.

Tornando all'importante giornata di oggi, il Super Tuesday servirà senz'altro a fornire un quadro più chiaro delle primarie democratiche: sarà il giorno con più Stati al voto, più elettori alle urne, più delegati assegnati, addirittura il 34% di quelli che eleggeranno il candidato presidenziale durante la convention nazionale di Milwaukee. Sarà un Super Tuesday anche per il partito repubblicano, ma Donald Trump è praticamente senza rivali, come consuetudine per un presidente in carica.

Quattordici Stati e un territorio statunitense andranno al voto, assegnando - in modo proporzionale, con sbarramento a livello distrettuale e statale al 15% - un totale di 1.357 delegati; per comprendere l'importanza della giornata, basti pensare che, per conquistare la nomination, servono 1.990 delegati. A votare saranno gli elettori di Stati molto diversi tra loro per posizione geografica (dalla California al Maine) e tradizioni politiche (Stati blu come il Massachusetts e rossi come Texas e Oklahoma). (segue)