Superbonus 110%: che succederà dopo le elezioni? Le posizioni dei partiti

Superbonus 110%: che succederà dopo le elezioni? Le posizioni dei partiti (Getty)
Superbonus 110%: che succederà dopo le elezioni? Le posizioni dei partiti (Getty)

Cosa accadrà al Superbonus 110% dopo le elezioni? Si tratta di un argomento di profondo interesse per tutte quelle famiglie che intendono iniziare i lavori nelle proprie abitazioni e per le imprese che devono organizzare gli interventi edilizi e di riqualificazione energetica. Ad oggi, il Superbonus è uno dei nodi del decreto aiuti bis al Senato. In particolare ciò che non mette d’accordo tutti è il meccanismo della cessione del credito, in base al quale il cittadino può recuperare subito quanto speso per i lavori edilizi cedendo a un altro soggetto, ad esempio le banche, il credito maturato nei confronti dello Stato. Il Superbonus è però anche oggetto di scontro in campagna elettorale: ecco le posizioni dei partiti

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Centrodestra: “Sì alla misura, ma con modifiche”

Se il centrodestra unito e Fdi non bocciano la misura, ne chiedono però delle modifiche. In particolare, Forza Italia parla di razionalizzazione e semplificazione della normativa sugli incentivi edilizi, sull’efficientamento energetico e sul Sismabonus, “rendendola strutturale”. Anche la Lega lo appoggia, ma non senza mettere in conto delle trasformazioni. In particolare chiede di “rendere il Superbonus più coerente e applicabile, contemperando le esigenze di contenimento degli oneri a carico dello Stato con quelle di riqualificazione energetica e adeguamento antisismico degli edifici, rispondendo agli interessi e alle preoccupazioni di proprietari di casa, imprese e tecnici”.

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La posizione del Centrosinistra

Nel programma iniziale che il Partito Democratico aveva sottoscritto con Europa verde-Sinistra italiana e anche con Azione di Carlo Calenda, si faceva riferimento alla necessità di “correggere” il Superbonus 110% “in linea con gli intendimenti tracciati dal governo Draghi”. Dopo che Calenda ha rotto il patto con il Pd, alleandosi con Italia Viva di Renzi, nel programma aggiornato pubblicato dal Pd, non c’è alcun riferimento ai bonus edilizi.

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L'incentivo cavallo di battaglia del M5S

Il M5S, promotore della misura, mira invece a “stabilizzare l’innovativo meccanismo che ha decretato il successo del Superbonus, che è in grado di mettere a disposizione di famiglie e imprese ingente liquidità e che può essere esteso ad altre agevolazioni per investire a costi ridotti nella transizione ecologica”.

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Superbonus: cosa ne pensa il “Terzo polo”

Il Terzo polo composto da Italia viva e Azione non fa riferimento al Superbonus 110% nel proprio programma, anche se è facile immaginare che, da forti sostenitori di Mario Draghi, la posizione di Calenda e Renzi sia quella di ridimensionare la misura. Intervistato da Radio Anch’io, il leader di Azione sull’incentivo ha dichiarato: “Il Superbonus deve essere chiuso, è sbagliato. Un concetto errato visto che alla fine spenderemo 45 miliardi quando servono a sanità e scuola”.

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