Superbonus, M5s e Confindustria chiedono a Draghi altri 10 miliardi

Pietro Salvatori
·Giornalista politico, Huffpost
·2 minuto per la lettura
ROMA, ITALY - 2020/02/15: Riccardo Fraccaro on the stage of the M5S event. Large demonstration in the square of the 5 Star Movement, against the privileges of politics. (Photo by Gennaro Leonardi/Pacific Press/LightRocket via Getty Images) (Photo: Pacific Press via Getty Images)
ROMA, ITALY - 2020/02/15: Riccardo Fraccaro on the stage of the M5S event. Large demonstration in the square of the 5 Star Movement, against the privileges of politics. (Photo by Gennaro Leonardi/Pacific Press/LightRocket via Getty Images) (Photo: Pacific Press via Getty Images)

“Per noi il superbonus è essenziale”. Primo giro di tavolo tra Mario Draghi e i ministri sul Recovery fund, prime frizioni sul come dovranno essere spesi i 221 miliardi previsti per l’Italia. Su 191 le redini rimangono saldamente nelle mani dell’asse tra Mario Draghi e Daniele Franco, scelta che fa mugugnare più di qualcuno nei partiti che sostengono la maggioranza, sui 30 previsti in un fondo complementare è battaglia.

Il premier ha riunito a Palazzo Chigi i ministri competenti, oltre a Franco, Roberto Cingolani, Vittorio Colao e Roberto Speranza, Maria Stella Gelmini, Stefano Patuanelli, Giancarlo Giorgetti, Elena Bonetti e Dario Franceschini. L’ecobonus al 110% è la misura che più sta a cuore ai 5 stelle, sulla quale si sono a lungo battuti Riccardo Fraccaro e lo stesso Patuanelli, e che tutto il Movimento ha adottato mettendola al primo posto della propria lista della spesa. Per questo i 5 stelle hanno ribadito al premier che il prolungamento delle detrazioni fiscali fino alla fine del 2023 sarà un elemento qualificante “per la valutazione del Piano di ripresa e resilienza”. È Fraccaro a squadernare le carte sul tavolo: “Misure come il superbonus 110% e la campagna Rigenera Italia, sono straordinarie occasioni che vanno verso quel cambio di passo che serve al Paese per rilanciare l’economia e lasciare un futuro migliore alle nuove generazioni. Per questo il superbonus non può essere una misura straordinaria ed è necessario che venga prorogato almeno fino al 2023”

Nella bozza che entrerà domani in Consiglio dei ministri per un primo giro di tavolo ci sono 8,25 miliardi di risorse aggiuntive stanziate nel fondo complementare, che si vanno ad aggiungere ai 10,3 miliardi già in essere. “Sono troppo pochi”, spiega una fonte di governo pentastellata. Secondo le stime, i 18,5 miliardi che verrebbero così stanziati c...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.