Superenalotto, Bardolla: essere ricchi è una strategia

red/sam

Roma, 14 ago. (askanews) - "L'80 per cento di quelli che hanno vinto cifre mirabolanti entro cinque anni sono tornati alla data di partenza". Così Alfio Bardolla, fondatore e presidente della Alfio Bardolla Training Group - società quotata alla Borsa di Milano e specializzata nella formazione finanziaria personale - commenta la vincita al Superenalotto che ha portato nelle tasche di un superfortunato la cifra record di 209 milioni di euro.

"Essere ricchi - spiega Bardolla - è una strategia, uno stato mentale. Chi non è abituato ad avere una somma così importante subisce uno dei più grandi stress e traumi, se non è in grado di gestirli. Iniziano a venir fuori parenti, si penserà di essere toccati da questa fortuna incredibile e che questa fortuna continuerà ad esserci anche in futuro. Invece quello che bisognerebbe fare è fermare tutto e trovare qualcuno specializzato a gestire importanti patrimoni".

Un piano che - secondo Bardolla - "deve essere diviso in tre parti: una parte che deve essere intoccabile per il futuro e deve produrre reddito per tutta la vita e per quelli che verranno dopo; una parte deve essere investita in qualcosa che produca altro denaro; una parte 'champagne', trenta, quaranta milioni per togliersi qualche sfizio come automobili, case, regali e via dicendo".

Secondo l'imprenditore "un punto fermo è che ogni mese va fatto un check per capire dove si è, quanto i soldi hanno reso e via dicendo".

Per Bardolla fondamentale è poi la componente psicologica. "I vincitori devono stare molto attenti alla loro parte psicologica. La psicologia di questa vincita può essere devastante quindi anche li farsi aiutare da persone che sono in grado di aiutare persone che hanno avuto questo tipo di vincite". Infine, "una volta che i soldi sono arrivati non farsi prendere dalla smania ma dividerli e cercare di bloccarli".

"Il mio consiglio - conclude Bardolla - è che almeno a cento milioni non si possa metterci mano, non si possa toccare, ma solo avere i frutti per i prossimi dieci anni, in modo che quando i soldi saranno bruciati, cosa che succede praticamente a tutti, a questo punto questi cento milioni garantiscano la sicurezza della propria famiglia e delle successive generazioni".