Superenalotto, premi non riscossi: bloccati 209 milioni di euro

superenalotto-6

Superenalotto e i premi non riscossi. Un film già visto che continua a ripetersi. L’ultima vincita record da 209 milioni di euro, realizzata il 13 agosto scorso a Lodi, giace ancora nelle casse dello Stato. Il vincitore più fortunato d’Italia non si è ancora presentato a ritirare il premio. Per realizzare la vincita al Superenalotto gli è bastata infatti una schedina di soli 2 euro. Al netto delle commissioni stabilite per legge, corrispondenti al 12 per cento dell’intera vincita, il giocatore si porterà a casa 184 milioni di euro. Sempre che il fortunato giocatore presenti la schedina vincente al bar tabacchi Marino entro il 14 novembre prossimo. È questo infatti il termine massimo per reclamare il montepremi. Trascorso questo lasso di tempo, la cifra dovrà essere depositata automaticamente nelle casse dell’Erario. La tabaccheria, intestata a Marisa Caserini e Sara Poggi, è già diventata meta di turisti curiosi.

Superenalotto: premi non riscossi

Le titolari del tabacchino in cui è stata giocata la schedina vincente assicurano di non avere assolutamente idea di quale possa essere l’identità del vincitore più fortunato nella storia della lotteria italiana. L’unica certezza, per ora, è che per riscuotere la vincita dovrà presentarsi alla ricevitoria e potrà ritirare il premio solo negli uffici Sisal di Roma o Milano, come previsto per i premi superiori ai 52 mila euro. Potrà presentarsi personalmente o incaricare un notaio di fiducia a cui affidare tutta la procedura. Negli ultimi dieci anni sarebbero oltre 350 i milioni di euro in vincite di Lotto e lotteria non ritirate dai rispettivi vincitori.