Superiori lombarde in Dad fino al 24, critici assessori milanesi

Red
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Milano, 8 gen. (askanews) - "Chiedo a Regione Lombardia, al nuovo assessore, al Comitato tecnico scientifico regionale di ripensare alla decisione assunta, che prolunga la didattica on line fino al 24 gennaio, e valutarne tutte le conseguenze". L'assessora all'Educazione e istruzione del Comune di Milano, Laura Galimberti, affida a un post social il suo commento alla decisione di Regione Lombardia di proseguire con la didattica a distanza per le scuole superiori fino al 24 gennaio.

L'annuncio era arrivato nella giornata di giovedì in cui bambini della primaria e della secongaria avevano ripreso le lezioni dopo le festività natalizie. "Ci sono però degli studenti un po' più grandi (hanno 14 o 17 anni e una grande voglia di vivere) che da mesi non incontrano i loro compagni, i professori e non escono quasi di casa. Alcuni non possono o non riescono a seguire la Didattica Digitale, hanno situazioni familiari difficili e qualche volta tragiche, hanno fragilità personali, non vogliono più andare a scuola, studiare, impegnarsi. Quale sarà il loro futuro? - scrive nel suo post Galimberti - Il Comune si è messo a disposizione del Prefetto, deputato all'elaborazione del piano per la ripresa, e insieme si sono trovate soluzioni che possono aiutarci a contenere il contagio e a garantire le condizioni di sicurezza negli istituti e soprattutto nel tragitto casa-scuola. Con il supporto della Protezione Civile, con il potenziamento delle linee di superficie e dei metro. Con ATM ma anche i bus privati. Un grande Piano per la città. Con attenzione alle sue diverse componenti e tutte le generazioni. Con orari differenziati per il commercio e gli uffici, perché tutti abbiano una possibilità di movimento e per primi i ragazzi e le ragazze che vanno a scuola".

"La scuola - conclude l'assessora - è un diritto e l'impegno non può essere solo online. Una continuità in presenza è importante e oggi credo indispensabile. Siamo ben consapevoli che nella situazione attuale non è possibile il 100% di didattica in presenza e neppure forse il 75% ma non possiamo bloccare la crescita di una generazione. Aumentando le disuguaglianze e condannando qualcuno a restare ancora più indietro".

Anche Paolo Limonta, assessore comunale all'Edilizia scolastica, si scaglia contro la decisione regionale: "In Regione Lombardia classi vuote alle superiori fino al 24 gennaio - scrive in un post su Facebook - Tutta la mia ferma e decisa contrarietà per questa decisione. Tutta la mia solidarietà, vicinanza e sostegno alle ragazze e ai ragazzi...". Toni più sfumati ma sempre critici anche da parte dell'assessore milanese alla Mobilità e lavori pubblici, Marco Granelli: "I nostri ragazzi faranno ancora scuola a distanza fino al 24 gennaio, così ha deciso Regione Lombardia. Probabilmente i dati sono molto critici. Però mi spiace molto - osserva sui social - Primo perché i giovani hanno diritto e bisogno di frequentare la scuola, è fondamentale per la loro crescita, per il nostro futuro. Secondo perché Milano aveva fatto un grande lavoro con un patto sugli orari proposto e governato dal prefetto Saccone e dal sindaco Sala, un patto dove tutti si impegnano a scaglionare gli orari e Atm e gli altri gestori hanno messo in strada accordi per molti più mezzi e navette usando anche i soldi del governo. Ora tutto rimandato. Noi continuiamo, ma cerchiamo di lavorare tutti insieme e per tempo cercando di evitare continui cambiamenti dell'ultima ora".