Superlega, ora si può trattare: Uefa pronta a riaccogliere i ribelli per evitare lo scontro legale. Le condizioni

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"Sospensione temporanea del procedimento disciplinare". Recita così la nota diffusa mercoledì dall'Uefa. Ma cosa succede ora? La mente di Ceferin, da oggi, è rivolta agli Europei al via da Roma, ma la partita contro i ribelli della Superlega resta aperta (e lunghissima). Gli scissionisti hanno aperto al dialogo: i segnali non sono passati inosservati a Nyon, che però pretende il patteggiamento come gli altri 9 club pentiti, poi sanzionati. Secondo quanto riporta La Gazzetta dello Sport, se fino a ieri l'idea era lo scontro totale, ora si fa strada la possibilità di un dialogo.

Il finale, però, è tutt'altro che dietro l'angolo. L'Uefa ha congelato il procedimento, così come il giudice di Madrid, rivoltosi all'Uefa. Qualora, entro due settimane, la Corte di Lussemburgo respingesse il ricorso spagnolo, la battaglia per la Superlega sarebbe persa. In caso di accoglienza della richiesta da parte dei giudici Ue, invece, la sentenza arriverebbe nel giro di un anno, lasciando il calcio nel caos.

L'Uefa, dal canto suo, ragiona sul da farsi. A Nyon non conviene punire i tre club, anche perché un'eventuale squalifica dalle coppe potrebbe venire etichettata come 'sproporzionata' dalla Corte Ue. L'Uefa concede la possibilità di una Superlega, ma non accetta richieste di ospitalità. E le date della Superlega rappresenterebbero un ostacolo non indifferente per le nazionali. Insomma, a tutti conviene pagare il milione di multa per club in beneficenza più il 5% dei premi Uefa, lavorando a una nuova Champions che accontenti tutti.

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