Superlega: Spadafora, 'ricchi cercano di diventare straricchi'

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Roma, 19 apr. – (Adnkronos) – "Il dibattito di queste ore sulla Superlega è pieno di ipocrisia. Questa non è una lotta del bene contro il male, perché il business è entrato e ha modificato il calcio da anni ormai. Si è accettato già molto, un passo alla volta. Giornate di campionato spalmate su tutta la settimana, calendari ingolfati, necessità di più abbonamenti per vedere le partite, squadre vendute a fondi di investimento esteri, finali tra squadre italiane per competizioni italiane giocate all’estero, spesso in Paesi dove non sono rispettati i diritti umani, confusione tra debiti e ricchezza in un mondo, quello della serie A, che vive molto al di sopra delle proprie possibilità. Quello della Superlega è solo l’ultimo passo. Vale per il calcio ciò che vale per molti altri campi: i ricchi – anche se pieni di debiti – cercano di diventare straricchi, come ha scritto il Corriere della sera, e infatti la borsa risponde in modo positivo". Così su Facebook l'ex ministro delle politiche giovanili e dello sport, Vincenzo Spadafora, in merito alla Superlega.

"Se qualcuno si stupisce significa che non ha seguito le vicende degli ultimi anni e degli ultimi mesi -aggiunge Spadafora-. Che oggi tutti gridino al tradimento dei valori dello sport o urlino che il calcio è dei tifosi, che in realtà sono visti come bancomat dalle società, fa un po’ sorridere e indignare. Dobbiamo davvero accettare che nel post pandemia i ricchi si arricchiscano ancora di più in molti ambiti? E’ come se molti oggi scoprissero i danni dell’avidità, del capitalismo sfrenato, dello strapotere di pochi su molti. Va cambiata la logica, non solo riguardo la Superlega, ma proprio nella governance dello sport, delle Federazioni, delle Leghe. Lo dicevo da ministro, quando per questo venivo stupidamente considerato “contro il calcio”, lo ripeto oggi".