Supermercati, scatta l'allarme shrinkflation: che cosa è

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Supermercati, scatta l'allarme shrinkflation: che cosa è (Getty Images)
Supermercati, scatta l'allarme shrinkflation: che cosa è (Getty Images)

Si chiama shrinkflation ed è l'ultimo allarme lanciato dalle associazioni dei consumatori sui prodotti in vendita nei negozi della grande distribuzione. Di che cosa si tratta? Il termine inglese deriva dall’unione delle parole “shrink”, che vuol dire restringere, e “inflation”, cioè inflazione: è la pratica sempre più diffusa dalle aziende produttrici di ridurre le dimensioni o il peso dei prodotti di largo consumo per mascherare l'aumento del prezzo. In pratica, la cifra che si paga rimane la stessa, ma il prodotto che si compra è di meno.

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A essere ridimensionato può essere il contenuto di una confezione, tutta la confezione oppure anche i servizi che si offrono. Il problema della shrinkflation non è solo italiano, allarmi sono stati lanciati dai consumatori anche negli Stati Uniti d'America e in Inghilterra.

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Contro la shrinkflation, il Codacons ha presentato un esposto all’Antitrust e a 104 Procure della Repubblica di tutta Italia. La richiesta è che vengano aperte indagini per verificare se questa prassi che si sta diffondendo sempre più tra i produttori possa costituire un reato. Il Codacons ipotizza, per esempio, i reati di truffa o pratica commerciale scorretta.

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“Il cartellino del prezzo resta esattamente lo stesso", segnalano dal Codacons, "la confezione del prodotto è leggermente più piccola o contiene qualche unità di prodotto in meno. Questo vale sia per la pasta che per i detersivi, e così via. In questo modo, le aziende ne traggono enormi guadagni ma di fatto si svuotano i carrelli e le tasche dei consumatori, realizzando una sorta di 'inflazione occulta'”.

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Secondo una recente indagine Istat, i casi di shrinkflation registrati in mercati, rivendite e super-mercati italiani sono stati almeno 7.306. "I picchi si registrano nel settore merceologico di zuccheri, dolciumi, confetture, cioccolato, miele e in quello del pane e dei cereali", fa sapere il Codacons, "bibite, succhi di frutta, latte, formaggi, creme, lozioni sono le altre categorie di prodotti a cui è bene prestare particolare attenzione”.

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