Svenimenti e malori hanno portato il parlamento tedesco a rivedere le sedute notturne

Roberto Brunelli

Il Bundestag vuole abolire le sedute notturne per evitare collassi e svenimenti dei parlamentari causati da una guerra di nervi con l'Afd. Gli ultimi casi sono stati quelli di un deputato della Cdu, Matthias Hauer, il quale è collassato proprio mentre stava tenendo un discorso in aula. È successo lo scorso 7 novembre: ebbene, lo stesso giorno è svenuta anche Simone Barrientos, una esponente della Linke.

Un doppio episodio che ha scatenato un dibattito molto acceso sui ritmi del parlamento tedesco. A cominciare da un'altra deputata della Linke, Anke Domscheit-Berg, che ha parlato di "condizioni di lavori disumane", arrivando a tirare in ballo le ripetute crisi di tremore della cancelliera Angela Merkel dell'estate scorsa, nonché il "burn-out" della leader del suo stesso partito, Sahra Wagenknecht, che a causa dello stress ha deciso di dimettersi da capogruppo.

"Non solo: in questa legislatura due persone sono morte", ha continuato la parlamentare. "Sono così tanti casi: il prezzo è troppo alto". La parlamentare critica anche il divieto di bere acqua in plenaria. "Quando entrai da novellina al Bundestag rimasi stupefatta", racconta. "Mi avvicinavo al mio posto con un bicchiere d'acqua quando venni fermata da un commesso della camera che mi ha detto che è 'contrario alla dignità del parlamento, non siamo mica in un fast food'. A me pare del tutto irrazionale".

La deputata racconta che anche lei ha avuto seri problemi di salute: "Dopo un anno accusavo aritmie cardiache e disturbi del sonno. Ma parlarne era come rompere un tabu'. Senza parlare delle possibili reazioni sui social media". A quanto ricordano alcuni media tedeschi, i problemi si sono aggravati dal 2017 con l'arrivo di un nuovo gruppo parlamentare - il sesto - ossia quello dell'Afd. Più di discorsi, più interventi, più mozioni, più conflitti, più liti e contrapposizioni. Tra l'altro, il partito dell'ultradestra si rifiuta di consegnare al protocollo discorsi già programmati: "E dato che nessuno vuole lasciare la scena all'Afd, tutti continuano a parlare fino a sera".

Dunque ora si tratta di correre ai ripari. Michael Grosse-Broemer, del gruppo Cdu/Csu, ha spiegato alla Neue Osnabruecker Zeitung che "a livello di gruppi parlamentari ci siamo messi d'accordo per un'organizzazione più sensata e praticabile dei lavori parlamentari". Per esempio, si possono evitare le sedute di primissimo mattino, e la durata di molti dibattiti può essere ridotta in modo netto.

Cinque punti degli ordini del giorno possono essere anticipati dal giovedì - quando sistematicamente si trascinano fin al mattino successivo - al mercoledì, mentre il question time può essere ridotto di 30 minuti ad una sola ora. Insomma, basta sedute a oltranza. Nella sostanza sono tutti d'accordo con la riforma: eccetto l'Afd. "Questo dimostra solo che questo partito non ha nessun interesse ad avere una buona cultura del dibattito e che non mostra molto rispetto nei confronti dei collaboratori del Bundestag", dice Grosse-Broemer.

E se il partito dell'ultradestra vuole continuare a bloccare i cambiamenti ai meccanismi e agli orari dei lavori parlamentari, gli altri gruppi metteranno la riforma ai voti, rivela un portavoce di Cdu/Csu alla Neue Osnabruecker Zeitung: "A quel punto la maggioranza è certa". Perché sono tutti d'accordo: basta con svenimenti e collassi tra gli scranni del Bundestag.