Svezia "alla turca": legge anti-terrorismo più dura, come richiesto da Erdoğan

Il Riksdag, il Parlamento svedese, ha approvato con 278 voti su 349 seggi un emendamento alla Costituzione che consente di inasprire le leggi antiterrorismo. 
La norma mira a limitare la libertà di associazione con entità coinvolte o che sostengono il terrorismo e a inasprire le pene.

Si trattava di una richiesta-chiave da parte della Turchia per l'approvazione della candidatura di Stoccolma alla Nato, concetto ribadito dal presidente turco Recep Tayyp Erdoğan al nuovo premier svedese di destra, Ulf Kristersson (in carica dal 17 ottobre), nella sua visita ad Ankara, l'8 novembre scorso.

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Summit Kristersson-Erdoğan. (Ankara, 8.11.2022) - Burhan Ozbilici/AP

Da mesi, Erdoğan critica la Svezia per essere diventata "un santuario" - questa la definizione del presidente - per le persone ricercate dalla magistratura turca e legate al PKK, il Partito dei Lavoratori del Kurdistan. L'organizzazione curda è considerata "terroristica" da Ankara, Washington e Bruxelles.

Per anni la Svezia è stata sorda alle lamentele turche, ma tutto è cambiato dopo l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia. Sia la Svezia che la Finlandia hanno rotto la loro tradizionale neutralità e hanno chiesto l'adesione alla Nato, che richiede l'approvazione unanime degli Stati membri.

Per l'emendamento alla Costituzione erano necessarie due approvazioni in Parlamento: la prima era stata ottenuta in aprile dal precedente governo svedese di sinistra, allora guidato dall'ex premier Magdalena Andersson, prima della decisione formale della Svezia - a metà maggio - di richiedere l'adesione alla Nato.