Svezia, vince la destra. La premier socialdemocratica si dimette

La premier svedese Magdalena Andersson, leader dei Socialdemocratici, si è dimessa da primo ministro. L'annuncio è arrivato in diretta tv mentre si contano gli ultimi voti delle elezioni politiche di domenica scorsa. La premier ha riconosciuto la vittoria della coalizione di destra, sostenuta dall'ultradestra dei Democratici Svedesi di Jimmie Akesson.

È terminato in Svezia il conteggio degli ultimi voti delle elezioni politiche di domenica scorsa. E già lunedì, al termine dello spoglio di tutti i 6.264 distretti elettorali, il centrodestra di Ulf Kristersson, spinto dall'exploit dell'estrema destra dei Democratici svedesi Jimmie Akesson, era avanti di un solo seggio (46mila voti) sul centrosinistra guidato dai Socialdemocratici.

JONATHAN NACKSTRAND/AFP or licensors
Il leader di estrema destra Jimmie Akesson - JONATHAN NACKSTRAND/AFP or licensors

A conteggio praticamente ultimato, la destra nel suo complesso ottiene una maggioranza risicata al Riksdag, il parlamento di Stoccolma, e spetterà ora con ogni probabilità al leader dei Moderati, Ulf Kristersson, cercare di formare un governo con il sostegno del partito nazionalista anti-immigrati dei Democratici Svedesi, vero vincitore di queste elezioni, in cui si afferma come secondo partito con il 20,6% dei consensi. Secondo gli ultimi calcoli, la destra nel suo complesso si aggiudica 176 contro i 173 della sinistra.

I moderati di Kristersson, terza forza ma...

Anche se i moderati sono la terza forza, la scelta dovrebbe cadere su Kristersson, in quando il leader dell'estrema destra Jimmie Akesson avrebbe difficoltà come premier ad avere gli appoggi necessari a formare la coalizione.

"Il risultato è chiaro - ha detto la premier socialdemocratica - Domani presenterò le mie dimissioni".

Andersson si è rammaricata del fatto che liberali e moderati accettino di creare una coalizione con i Democratici Svedesi. I socialdemocratici hanno governato la Svezia  dagli anni Trenta con poche interruzioni.

Svezia, la destra dopo un secolo

Era da un secolo che il voto popolare non premiava la destra in Svezia: si tratta di un risultato inatteso solo qualche settimana fa e, di fatto, storico, in particolare per la performance dell'ultradestra, capitanata dal rampante Jimmy Akesson (20,6%), ex web designer classe 1979, da 17 anni alla guida del partito anti-immigrazione.

Al moderato Ulf Kristersson (terzo al 19%) potrebbe spettare il seggio più alto del Rosenbad, la sede del governo, a quasi cento anni dall'ultima volta di un esecutivo marcatamente di destra, nel lontano 1930.

A lui, con tutta probabilità, toccherà il non facile compito di formare il nuovo governo.

L'ago della bilancia sono ancora una volta, come alle urne,i Democratici svedesi di Akesson, nati nel 1988 dal gruppo neonazista Bevara Sverige Svenskt, vincitori in seguito a una durissima campagna elettorale concentrata su immigrazione e criminalità, e ispiratori del gruppo dei Conservatori (Ecr) di Giorgia Meloni in Europa.

La presenza dell'ultradestra - che di certo incute timore nei socialdemocratici e nei Verdi (fermi a un poco lusinghiero 5%) - non piace a molti. Al momento la strada più accreditata dagli analisti sembra essere quella di un eventuale appoggio esterno.

L'unica cosa certa è che al tavolo dei negoziati i Democratici svedesi, oggi, sono più che legittimati.

"Saremo una forza costruttiva e trainante", ha scritto su Facebook Akesson - Ora è tempo di iniziare a ricostruire sicurezza, benessere e coesione. È tempo di mettere la Svezia al primo__posto. Ricomincia il lavoro per rendere bella la Svezia".