Svolta nel caso Cucchi, tra i nuovi indagati il comandante di Tor Sapienza. Ilaria: "Salvini deve chiederci scusa"

Foto LaPresse - Daniele Leone 11/10/18 Roma ITA Cronaca Roma.Ilaria Cucchi davanti il tribunale Nella foto: Ilaria Cucchi

Foto LaPresse - Daniele Leone 11/10/18 Roma ITA Cronaca Roma.Ilaria Cucchi davanti il tribunale Nella foto: Ilaria Cucchi

Nella nuova indagine sul caso Cucchi, ci sono anche oltre Massimiliano Colombo, il comandante della caserma di Tor Sapienza, una delle stazioni dove Stefano fu trattenuto, e Francesco Di Sano, carabiniere della stessa stazione. Quest'ultimo ha ammesso nel processo attuale di aver dovuto ritoccare il verbale senza precisare da chi gli fu sollecitata la modifica. Colombo è indagato per falso ideologico.

Il giorno dopo la svolta nel processo di Stefano Cucchi, la sorella Ilaria mette le cose in chiaro: "Il giorno in cui il ministro dell'Interno chiederà scusa a me, alla mia famiglia e a Stefano allora potrò pensare di andare al Viminale" e incontrare così Matteo Salvini.

Tutto nasce dal colpo di scena dell'udienza di ieri in cui il pm Giovanni Musarò ha rivelato che Tedesco, uno dei cinque carabinieri alla sbarra, ha confermato il pestaggio e accusato i suoi colleghi in divisa. Calci, pugni e schiaffi in "un'azione combinata" la notte del suo arresto. È la ricostruzione di quella terribile scena avvenuta la notte del 15 ottobre 2009 nella caserma dei carabinieri, nel quartiere Casilino di Roma, che ha segnato il destino di Stefano Cucchi. 

Tedesco verrà sentito in aula tra dicembre e gennaio prossimi. Intanto, il giorno dopo l'udienza che ha scosso il processo, il carabiniere pentito ha detto: "Sono rinato. Ora non mi interessa nulla se sarò condannato o destituito dall'Arma. Ho fatto il mio dovere; quello che volevo fare fin dall'inizio e che mi è stato impedito".

La notte dell'arresto, dopo un diverbio con il giovane arrestato "Di Bernardo si voltò e colpì Cucchi con uno schiaffo violento in pieno volto - ha detto Tedesco come riportato nel verbale dell'interrogatorio reso il 18 luglio scorso - Allora D'Alessandro diede un forte calcio a Cucchi con la punta del piede all'altezza dell'ano. Nel frattempo io mi ero alzato e avevo detto: 'Basta, finitela, che cazzo fate, non vi permettete'. Ma Di Bernardo proseguì nell'azione spingendo con violenza Cucchi e provocandone una caduta in terra sul bacino, poi sbattè anche la testa".

L'invito di Salvini - E ieri, dopo le dichiarazioni di Francesco Tedesco, il ministro Salvini ha invitato al Viminale la sorella e i genitori del geometra romano, arrestato il 15 ottobre del 2009 e morto all'ospedale Pertini la settimana dopo. "Sono i benvenuti. Eventuali errori di pochissimi uomini in divisa devono essere puniti con la massima severità, ma questo non può mettere in discussione la professionalità e l'eroismo quotidiano di centinaia di migliaia di ragazze e ragazzi delle forze dell'ordine", ha detto il ministro a poche ore dal colpo di scena nel processo davanti alla prima Corte d'Assise.

Nel 2016, intervistato da Giuseppe Cruciani in una puntata de "La Zanzara" su Radio24, Salvini aveva detto, testualmente: “Ilaria Cucchi? Capisco il dolore di una sorella che ha perso il fratello, ma mi fa schifo. È un post che mi fa schifo. Mi ricorda tanto il documento contro il commissario Calabresi”. Salvini si riferiva a un post di Ilaria Cucchi su Facebook in cui la donna aveva stigmatizzato una foto di Francesco Tedesco, sorridente al mare. Una foto che poi era stata tolta: "Si vergogna? Fa bene" aveva scritto la sorella di Stefano.

“La sorella di Cucchi –  aveva aggiunto Salvini a La Zanzara – si deve vergognare. La storia dovrebbe insegnare. Qualcuno nel passato fece un documento pubblico, erano intellettuali sdegnati contro un commissario di polizia che poi fu assassinato. I carabinieri possono tranquillamente mettere una foto in costume da bagno sulla pagina di Facebook. O un carabiniere non può andare al mare? E’ assolutamente vergognoso. I legali fanno bene a querelare la signora e lei dovrebbe chiedere scusa”.

M5S - Le scuse, a nome del governo, sono arrivate, per ora, dalla ministra Barbara Lezzi, intervistata questa mattina a "Circo Massimo" (Radio Capital) da Massimo Giannini. "Quello che è successo - ha detto Lezzi - è atroce. Spero, sono certa, che l'Arma dei carabinieri possa risollevarsi. Ma questo potrà accadere solo dopo che tutte le responsabilità saranno accertate".

E, poco più tardi, arriva una presa di posizione dei deputati M5S della Commissione Affari Costituzionali della Camera:  "La recente svolta sul processo per la morte di Stefano Cucchi impone una riflessione sul legittimo desiderio di giustizia della famiglia di Stefano e per quanti, come lui, hanno trovato la morte in circostanze ancora da chiarire mentre erano sotto la custodia delle forze dell'ordine. Qualcuno ha taciuto per troppo tempo, e adesso dopo nove lunghissimi anni, grazie a chi ha deciso finalmente di rompere il muro del silenzio, arriva una svolta importante che va nella direzione auspicata da chiunque abbia a cuore la ricerca della verità, per rendere giustizia a Stefano e ai suoi familiari".