Swatch in Biennale: cinque artisti da Shanghai e un’installazione

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Image from askanews web site
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Milano, 21 apr. (askanews) - Per la sesta edizione consecutiva, Swatch è partner principale della Biennale d'arte e ancora una volta porta i propri progetti artistici negli spazi dell'evento veneziano. Nella Sala d'Armi dell'Arsenale, Swatch Faces ospiterà le opere di cinque artisti ex-residenti dello Swatch Art Peace Hotel, tra i quali Marcelot, svizzero-brasiliano di origine. Ai Giardini sarà presentata l'opera THE DESCRIPTION OF THE WORLD dell'artista tailandese Navin Rawanchaikul.

Intrecciando leggende come quelle di Marco Polo con tradizioni e riferimenti di varia natura, l'opera di Navin THE DESCRIPTION OF THE WORLD travalica confini nazionali, temporali e culturali, per offrire una prospettiva unica sull'esperienza di migrante. Avvicinandosi alla grande installazione site specific ci si immerge in una toccante lettera scritta da Navin a Marco Polo, che mette a confronto i loro viaggi da Oriente e a Occidente a distanza di circa 700 anni l'uno dall'altro. L'installazione tridimensionale è nientemeno che una festa per i sensi, con una dimensione visiva, una sezione da ascoltare ed una da leggere. Fedele alla tradizione Swatch, anche quest'anno l'artista esposto ai Giardini, Navin, creerà uno Swatch Art Special, il cui lancio è previsto nei prossimi mesi durante l'apertura della Biennale d'Arte.

Da Shanghai a Venezia: a partire dal 2011, oltre 450 artisti provenienti da 54 nazioni sono stati ospitati nella residenza Swatch Art Peace Hotel. Artisti di diverse discipline sono, infatti, invitati a candidarsi per prendere parte a questo scambio creativo in uno degli edifici simbolo di Shanghai. Swatch Faces 2022 è frutto di una selezione degli artisti in residenza negli ultimi tre anni. L'artista svizzero-brasiliano Marcelot si cimenta con diverse tecniche e strumenti per dare forma al suo progetto artistico. Si ispira spesso ai contrasti e alle sfide, tematiche che si trovano nelle sue opere NAPOLEON BONAPARTE e THE LION OF VENICE. L'esposizione delle due opere, dove il leggendario Leone di San Marco veneziano si trova a confronto con il retaggio napoleonico, allude con provocazione alla storia di Venezia. La scultura del leone e' stata creata appositamente per la mostra utilizzando carta di quotidiani di Venezia e preziosi tessuti veneziani selezionati dalla collezione Rubelli. L'artista coreano Hoyoon Shin crea opere tridimensionali usando materiali contrastanti come sottili strati di carta o acciaio. L'artista cinese Xue Fei è una visual artist che esplora gli antichi miti cinesi avvalendosi di materiali da disegno insoliti al fine di creare trame uniche, mentre l'artista cinese Tang Shu rappresenta gli oggetti naturali applicando colpi di pennello diretti e sovrapposti, per fare emergere i suoi dipinti dalla bidimensionalità. L'artista cinese Landi realizza collage colorati che riaccendono il senso di meraviglia e innocenza legati alla sua infanzia.

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