Tabacci: G20, l’Italia lavora per un anuova legge sullo spazio

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Image from askanews web site
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Milano, 19 lug. (askanews) - "In occasione del G20 a guida italiana, che è il format più adatto perché include tante potenze spaziali, l'Italia è al lavoro per una proposta che lanci un nuovo 'space law', a fronte dell'addensamento delle orbite e delle prospettive di sfruttamento commerciale delle risorse extra-atmosferiche, per la promozione di un uso sicuro e sostenibile dello Spazio". Lo ha detto Bruno Tabacci, sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio con delega alle politiche spaziali, in occasione de "Lo Spazio della Nato, scenari futuri del quarto dominio", dialogo organizzato dalle riviste Formiche e Airpress in collaborazione con la Nato Public Diplomacy Division, che ha visto protagonista, oltre al sottosegretario italiano, anche Patrick Turner, assistant secretary general della Nato per "Defence policy and planning".

L'Italia, ha aggiunto, "ha asset importanti nello Spazio e si è dotata di una governance strutturata nell'alveo della Presidenza del Consiglio dei Ministri per indirizzare il settore in maniera competitiva e sinergica. Risulta importante dotarsi di una struttura mirata per il monitoraggio e la protezione del segmento spaziale". Inoltre, "la Difesa italiana ha avviato una riorganizzazione della governance del comparto che ha portato alla nascita di un Comando operazioni spaziali e di un Ufficio generale spazio presso lo Stato maggiore della Difesa".

Nel vertice di Londra alla fine del 2019, la Nato ha dichiarato lo Spazio dominio operativo, alla stregua di terra, mare, aria e cyber. Al summit di Bruxelles dello scorso 14 giugno, inoltre, i leader dell'Alleanza hanno stabilito che un attacco contro un Paese membro condotto "nello, dallo o verso lo Spazio" rientra nell'articolo 5 del Patto atlantico, per cui è da considerare un attacco contro tutti.

"Dai settori convenzionali allo Spazio, la Nato non vuole militarizzare lo spazio, ma bisogna prendere atto che i conflitti si combatteranno su terreni di gioco non convenzionali", ha proseguito Tabacci. Patrick Turner ha osservato che "sia dal punto di vista civile, sia da quello militare, siamo molto dipendenti dallo Spazio. Vogliamo che lo Spazio sia un luogo di pace e non di conflitto".

L'assistant secretary general ha altresì rilevato che "alcuni Paesi hanno armi anti-satellite. Ora se qualcuno attacca nello Spazio, si può invocare l'articolo 5 del Patto atlantico". In merito alla domanda se il nuovo Centro spaziale Nato, a cui si è dato il via libera l'anno scorso, possa diventare un Comando, Turner ha dichiarato: "Ora non è il momento, ma c'è un percorso da fare. Il nostro Centro in Germania serve a condividere e coordinare le risorse comuni. Le immagini dei satelliti sono fondamentali per le inondazioni ora in atto, ad esempio, o per funzioni di intelligence".

"Il tema dei detriti spaziali è molto preoccupante, simile all'inquinamento che abbiamo sulla Terra", ha infine notato Tabacci. "L'assenza di un piano di dismissione dei satelliti a fine vita operativa è prioritario, perché soltanto l'orbita geostazionaria è attualmente regolata, mentre quelle a quota media e bassa sono senza vincoli".

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