Taglio dei parlamentari, Luigi Di Maio: “Salvini è in un cul de sac”

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Al termine della discussione a Palazzo Madama per il cambio del calendario, non sono state approvate le mozioni presentare da alcuni senatori di anticipare il voto di sfiducia a Conte. Infatti, il discorso del premier al Senato rimane il 20 agosto, mentre all’uscita dall’aula è di nuovo scontro tra i due vicepremier. Luigi Di Maio, infatti, attacca Matteo Salvini: “Voglio dirlo chiaramente: il taglio di 345 parlamentari è un obiettivo di questa legislatura. Prima o dopo la sfiducia a Conte per noi i parlamentari si devono tagliare. Quello che succede il giorno dopo lo decide il presidente della Repubblica, non lo decidiamo noi. Quello che sto vedendo non è una forzatura istituzionale, c’è veramente un’ignoranza istituzionale”. Infatti, prima del termine della discussione, il leader leghista aveva abbandonato l’aula per riferire ai giornalisti il suo piano d’azione: prima il taglio dei parlamentari, poi subito al voto. Purtroppo, però, c’è un ostacolo.

Taglio parlamentari, scontro Salvini-Di Maio

“Oggi siamo alla mossa della disperazione. Vedere Salvini dire non possiamo tagliare i parlamentari e poi cambiare idea li porta in un cul de sac”. Sono le parole del vicepremier Luigi Di Maio, che prosegue: “Se votano la sfiducia a Conte (i leghisti ndr.) non possono tagliarli, se vogliono tagliarli non possono votare la sfiducia a Conte”. Si tratta di una sorta di trade off dunque che divide nuovamente il governo.

Su Facebook il leader di M5s scrive: “La Lega dopo aver detto si al taglio dei parlamentari non ha perso 5 minuti di tempo per aggiungere che sfiducerà Giuseppe Conte. Questa è la mossa della disperazione, si sono infilati in un vicolo cieco”. Poi, però chiarisce la situazione ai cittadini: “Dovete sapere che quando viene sfiduciato un governo, si paralizza anche l’attività parlamentare e si cancellano i calendari. Dunque, se la Lega sfiducia Conte il 20 agosto lo fa solo per non tagliare i parlamentari due giorni dopo. E avrà preso in giro ancora una volta gli italiani. E niente, stavolta gli è riuscita male…Vediamo che faranno davanti a Conte. Noi li aspettiamo al varco”.

Un amicizia impossibile

Poi Di Maio si concentra sull’operato del governo giallo-verde e parla di un’amicizia tradita: “Quando due persone firmano un contratto dicendo che dura cinque anni, poi uno dei tradisce con l’inganno, che amicizia ci può essere? Gli amici sono leali sempre. Salvini mi chiama ‘l’amico Luigi Di Maio’? D’ora in poi sarà bene chiamarci per nome e cognome e basta”.