Taglio dei parlamentari: maggioranza a rischio?

Taglio dei parlamentari

La riforma del taglio dei parlamentari approderà in aula martedì 8 ottobre 2019 e sarà un importante banco di prova per la tenuta dell’esecutivo. Affinché diventi legge ha bisogno del voto della maggioranza assoluta della Camera, vale a dire di 316 sì.

Taglio dei parlamentari

Dati i malumori degli ultimi giorni nei confronti tanto di Di Maio da parte de suoi quando del Pd da parte di Renzi, non è escluso che possano esserci sorprese. Al momento i voti non sembrano mancare, anche perché il centrodestra ha assicurato per bocca di Salvini che si dichiarerà favorevole. “L’abbiamo votata le scorse tre volte e lo faremo anche ora“, dice il leader del Carroccio.

Ma per creare caos nel governo e tornare al voto, l’opposizione potrebbe anche essere disposta ad abbandonare l’aula, facendo così mancare i propri voti. Lo stesso Di Maio sembra temere che la sua riforma cardine possa svanire proprio all’ultimo tassello, tanto che sul Blog delle stelle ha preso di mira gli assenteisti del Parlamento apparentemente favorevoli al taglio delle poltrone.

Con ciò intendeva riferirsi in particolare alla leader di Fratelli d’Italia, che “ha saltato 3.260 votazioni su 4.352“. E si chiede se avrà il coraggio di votare per la riforma. Ma perché preoccuparsi di un partito che l’ha sempre votata? La risposta è arrivata dalla stessa Meloni: “Cercano di distogliere l’attenzione dal Pd, loro alleato, che aveva sempre votato contro il taglio dei parlamentari e ora potrebbe, alla chetichella, far mancare i numeri necessari all’approvazione?“.

Un’insinuazione che potrebbe diventare realtà, considerando anche le tensioni tra Renzi e il suo ex partito. Motivo per cui, secondo La Stampa, i leader della forze alleate starebbero facendo controlli capillari per controllare che l’asticella dei favorevoli non si abbassi eccessivamente.