Taglio dei parlamentari, a Milano referendum costerà 3,5 milioni

Mch

Milano, 7 feb. (askanews) - E' pronta a partire a Milano la macchina organizzativa per il referendum confermativo sul taglio dei parlamentari del prossimo 29 marzo. La giunta ha approvato le linee di indirizzo e i costi per l'allestimento dei 1.248 seggi tradizionali (cui si aggiungono 66 seggi speciali in ospedali, case di riposo e carceri). Per servizi informatici, scrutatori e straordinari del personale amministrativo la spesa è di 3,5 milioni di euro: 700mila euro sono a carico del Comune di Milano, mentre il restante dovrà essere rimborsato dallo Stato.

I 700mila euro serviranno a coprire gli emolumenti dei 1.248 presidenti di seggio, dei 1.248 segretari e dei 3.771 scrutatori. Per i presidenti è previsto un compenso di 130 euro (79 euro per i presidenti di seggi speciali), 104 euro per segretari e scrutatori (53 euro per scrutatori di seggi speciali).

Costerà invece 1,8 milioni di euro la spesa prevista per le prestazioni straordinarie del personale delle direzioni e delle aree comunali interessate alla preparazione di tutte le attività connesse al referendum, dall'Area servizi al Cittadino alla Polizia Locale. Per l'attività di facchinaggio la spesa presunta è di circa 400mila euro, mentre 90mila euro saranno impiegati per il noleggio di autovetture e navette, servizi straordinari e urgenti di pulizia delle sedi scolastiche e uffici comunali, acquisto di tende per le cabine elettorali e di qualsiasi altro materiale aggiuntivo necessario.