Taglio dei parlamentari, oggi il voto finale alla Camera

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È atteso per il pomeriggio di martedì 8 ottobre il voto finale alla Camera sul disegno di legge costituzionale per il taglio dei parlamentari. Lo scrutinio della votazione è palese. Dal momento che si tratta di una riforma costituzionale, per l’approvazione è necessario raggiungere la maggioranza assoluta, pari a 316 voti. Sulla carta, il sì può contare su 344 deputati, comprensivi di membri tanto della maggioranza quanto dell’opposizione.

Voto finale sul taglio dei parlamentari

Se approvata, la cosiddetta “riforma Fraccaro” diminuirà il numero di deputati da 630 a 400 e quello di senatori da 315 a 200. Di conseguenza, verrebbe modificato anche il rapporto numerico di rappresentanza, che passerebbe, alla Camera, da un parlamentare ogni 96 mila abitanti a uno ogni 151 mila abitanti e, al senato, da uno ogni 188 mila abitanti a uno ogni 302 mila abitanti.

Favorevoli e contrari

“Credo che la riforma passerà”. A dirlo è Federico D’Incà, neo ministro per i Rapporti con il Parlamento. In caso contrario “prenderemo le dovute conseguenza”. Anche il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo si è detta convinta che il disegno di legge “passerà senza problemi”. Intervistato da Radio Anch’io, il dem Graziano Delrio ha dichiarato: “Il nostro è diventato un sì perché sono state accolte le nostre ragioni”. Favorevoli anche i maggiori partiti di opposizione. La Lega e Fratelli d’Italia hanno annunciato che si schiereranno per il sì in occasione del voto finale sul taglio dei parlamentari. La riforma dovrà però essere seguita dalla lotta al “presidenzialismo e dall’abolizione dell’istituto ottocentesco dei senatori a vita” ha precisato Giorgia Meloni.

Hanno invece manifestato il proprio dissenso gli esponenti di +Europa, scesi in piazza Montecitorio con una ghigliottina di cartone a simboleggiare la “Costituzione mutilata”. C’è preoccupazione anche tra le fila di Italia Viva. Il partito di Matteo Renzi potrebbe infatti essere tra le forze politiche maggiormente penalizzate dalla riforma.