Taglio parlamentari: come cambiano Costituzione e Parlamento

Taglio parlamentari, cosa cambia


Con la legge costituzionale approvata dal Parlamento in quarta lettura, si riduce il numero di senatori da 315 a 200 (esclusi i senatori a vita) e quello dei deputati da 630 a 400. Una vera rivoluzione del sistema di rappresentanza, ecco cosa cambia.

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Referendum

In base all'articolo 138 della Costituzione dopo l'approvazione a maggioranza assoluta del taglia poltrone, se richiesto, la riforma dovrà essere approvata da un referendum confermativo. Per questo si dovrà attendere tre mesi, per dare modo a un quinto dei membri di una Camera, o 500mila elettori, o cinque consigli regionali, di chiedere la consultazione popolare. Se questo dovesse succedere, si voterebbe a maggio-giugno 2020. In caso di conferma la proposta di legge entrerà in vigore e saranno modificati gli articoli della Costituzione 56 e 57 che determinano il numero dei parlamentari.

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Rappresentanza

Con il taglio dei parlamentari alla Camera e in Senato si riducono anche i seggi dei parlamentari eletti all'estero. I deputati passano da 12 a 8 e i senatori, da 6 a 4. Per quanto riguarda l'Italia a Montecitorio ora ci sarà un deputato per ogni 151.210 abitanti (oggi 96.006) e a Palazzo Madama un senatore per ogni 302.420 abitanti (ora 188.424).

A livello territoriale per entrambi i rami del parlamento si avrà una riduzione delle circoscrizioni: la circoscrizione Sicilia 1 alla Camera, ad esempio, passerà da 25 a 15 deputati, mentre Lazio 2 da 20 a 12. Il taglio che toccherà anche le regioni del Nord e del Sud con il Friuli che avrà una riduzione del 42,9% dei rappresentanti in Senato, mentre alla Camera la sforbiciata arriverà al 38,5%.

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Maggioranza

L'accordo di maggioranza tra Pd e M5s prevede anche una nuova legge elettorale. Il testo dovrà essere presentato entro dicembre 2019, ma al momento non e' stato ancora deciso su quale sistema convergere. Il Partito democratico spinge per una base proporzionale con un doppio turno con premio nazionale. Sempre entro dicembre dovranno essere presentate le modifiche per fare in modo che i presidenti di Regione siano presenti in Senato quando si discutono le leggi sull'autonomia differenziata e la sfiducia costruttiva a camere riunite.

Entro ottobre dovranno essere avviate tre riforme costituzionali: modifica della base territoriale di elezione del Senato (da regionale a circoscrizionale come alla Camera); rendere uniforme l'elettorato attivo e passivo dei due rami del Parlamento (18 e 25 anni sia per Camera che per Senato); diminuzione, a fronte del taglio dei parlamentari, del numero di delegati regionali per l'elezione del capo dello Stato.

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Quanto si risparmia

La riduzione di 230 deputati porterà un risparmio di 52,9 milioni di euro ogni anno, mentre in Senato, con un taglio di 115 membri circa 28,7 milioni di euro ogni anno. Tra Camera e Senato, quindi, i risparmi sarebbero 81,6 milioni di euro ogni anno.

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