Taglio parlamentari, Di Maio: "Mi aspetto voto trasversale"

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Sulla riduzione del numero dei parlamentari "non mi aspetto solo un voto di maggioranza, mi aspetto un voto trasversale del Parlamento". Lo ha affermato il leader M5S, Luigi Di Maio, parlando a Terni. 

"Questa - ha aggiunto - è una battaglia che secondo me condivide oltre il 90 per cento degli italiani, se andiamo a fare un raffronto tra il numero dei parlamentari che hanno gli altri Paesi europei e quello che abbiamo noi è automatico che tu li debba tagliare. Da martedì ci sono 345 poltrone in meno, stipendi in meno e anche un po' meno burocrazia, perché quando i parlamentari sono troppi ci sono troppi emendamenti, troppe modifiche alle leggi e le leggi diventano più complicate".  

"Leggo di alcune forze politiche che vorrebbero assentarsi, di parlamentari di opposizione che non vorrebbero venire in Aula per tagliare il numero di parlamentari; vorrà dire che gli manderemo una piccola poltrona a casa - ha ironizzato Di Maio - per ricordargli che in un momento storico hanno scelto le poltrone al cambiamento". 

Quanto alla manovra il leader 5 Stelle chiede di mettere un freno agli annunci. "Non possiamo pensare che i cittadini siano bombardati ogni giorno di interviste in cui si rincorrono gli annunci e si fa a chi annuncia di più. Facciamo le cose e poi le diciamo pubblicamente, vale per tutti gli argomenti. Ora stiamo lavorando alla legge di Bilancio, scriviamola, diamo ai cittadini i soldi che meritano, tagliamo ai cittadini le tasse che meritano e dopo fate tutte le interviste che volete". 

Quanto ai "ricollocamenti" dei migranti "seguiamo il metodo" di Matteo Salvini "da ministro dell'Interno". "Giugno, maggio, nei 14 mesi di governo - ha aggiunto - ha redistribuito i migranti che arrivavano in tutti centri che c'erano sul territorio nazionale. In questi casi è bene che si taccia piuttosto che fare propaganda".  

"Durante i 14 mesi del precedente governo in cui il ministro dell'Interno non era del Movimento 5 stelle - ha ricordato Di Maio - arrivavano continuamente barchini e imbarcazioni che sbarcavano migranti, le Ong erano il 10 per cento, il 90 per cento erano piccole imbarcazioni. E' sempre accaduto in quei 14 mesi, chi sbarcava veniva redistribuito nelle diverse regioni d'Italia. Adesso chi arriva viene redistribuito in Europa, ma non mi accontento -ha concluso Di Maio- chi arriva non può stare qui, deve essere riportato a casa".