Taglio parlamentari, Mallegni: "Ecco perché ritiro firma per referendum"

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Slitta il deposito in Cassazione delle firme per il referendum sul taglio del numero dei parlamentari e nel mirino finiscono soprattutto i senatori 'carfagnani' di Forza Italia. Si parla di quattro di loro. Tra questi Massimo Mallegni, che spiega all'Adnkronos: ''Sto andando a ritirare la mia firma. Bisogna andare la voto subito, ma con 300 poltrone in meno. Oggi abbiamo preso una decisione importante, impedire a qualcuno di farsi prendere dalla tentazione di andare a votare senza ridurre prima il numero dei parlamentari". "Quando abbiamo, tra i primi, sostenuto la raccolta delle firme sul referendum -ricorda- lo abbiamo fatto, avendo votato come Fi a favore della riforma costituzionale, perché convinti che fosse necessario un coinvolgimento della gente per un passaggio così delicato e significativo per la rappresentanza parlamentare".  

"È evidente -sottolinea Mallegni- che questa riforma che coinvolge soltanto tre articoli della Costituzione, 56, 57 e 59, non è la soluzione! Fi ha da sempre, incluso questa legislatura, richiesto una modifica costituzionale che prevedesse oltre alla riduzione del numero dei parlamentari anche l’elezione diretta del capo dello Stato, perno di stabilità come accade nelle moderne democrazie e la conseguente riforma per l’elezione del Parlamento".  

"La riforma approvata -avverte il senatore forzista, tra i principali promotori dell'associazione lanciata da Mara Carfagna, 'Voce Libera'- è sicuramente una 'marchetta' elettorale di facciata che i 5 stelle e la Lega hanno sostenuto in tre letture tra Camera e Senato. Se non saranno raggiunte le firme e quindi dal 12 di gennaio la modifica costituzionale sarà definitiva, dalla prossima consultazione elettorale gli italiani eleggeranno 300 'poltrone' in meno..... Noi auspichiamo che questo governo se ne vada il prima possibile e che i cittadini possano tornare ad esprimersi quanto prima ma senza 'giochetti' di palazzo!".